Cinque serate tra scenografie monumentali, illusionismo, spettacoli e intelligenza artificiale. Il piccolo centro tra Reventino e Sila Piccola si trasforma in una Collodi 2.0 e richiama visitatori da tutta la Calabria
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Un Pinocchio gigantesco e luminoso, un pescecane pronto a inghiottire i visitatori, Geppetto al lavoro nella sua bottega e una Fata Turchina immersa tra luci, colori e tecnologia. Per cinque sere Panettieri ha cambiato pelle, trasformandosi in un grande libro di fiabe da attraversare fisicamente. E il pubblico ha risposto: 6mila presenze dal 7 all’11 agosto per la prima edizione di «Panettando e Fiabando – Il Borgo in Fiaba».
Un esperimento inedito per la Calabria che ha scelto di portare nel piccolo centro della provincia di Cosenza un tipo di spettacolo immersivo generalmente associato ai grandi parchi tematici e alle città. Con una differenza sostanziale: questa volta la fiaba è arrivata nel cuore delle aree interne.
Il riferimento è naturalmente il Pinocchio di Carlo Collodi, ma riletto in una sorta di Collodi 2.0, dove la tradizione del racconto incontra installazioni luminose, interattività e nuove tecnologie.
Un Pinocchio tra tradizione e intelligenza artificiale
Tra le attrazioni che hanno maggiormente incuriosito il pubblico c’è stato infatti un Pinocchio interattivo, capace di rispondere alle domande dei visitatori attraverso le nuove possibilità offerte dall'intelligenza artificiale. Accanto a lui l'immancabile Fata Turchina.
Ma la tecnologia è stata soltanto una delle anime della manifestazione. Il percorso ha alternato imponenti scenografie, illusionismo, danza, teatro e performance, coinvolgendo più di quaranta persone tra attori, ballerini, illusionisti e figuranti.
Particolare curiosità ha suscitato Geppetto, interpretato da Angelo Scalise, impegnato nella sua bottega a scolpire il celebre burattino. Una rappresentazione che ha recuperato anche un mestiere reale: Scalise ha infatti riproposto il lavoro artigianale praticato per anni nella sua “Putiga” di Taverna, tra pialle, scalpelli e ceppi di legno trasformati in opere artistiche.
In scena anche le ragazze della ASD Dancing Soul della maestra Francesca Mancuso e il gruppo di “Collodi” guidato da Rudy Arcuri. Tra gli incontri più spettacolari quello con Mangiabolle, mentre il Pinocchio luminoso di dimensioni monumentali e il grande pescecane sono diventati inevitabilmente alcuni dei soggetti più fotografati della manifestazione. E per chi cercava uno scatto da portare via con sé c'era anche la Kisscam.
Portare i grandi spettacoli nelle aree interne
Dietro l'aspetto ludico c'è però una scelta precisa dell'organizzazione. L'obiettivo dichiarato era rovesciare almeno per qualche giorno la condizione di marginalità delle aree interne, portando direttamente a Panettieri uno spettacolo che molte famiglie, per assistervi, sarebbero normalmente costrette a cercare altrove.
In particolare, l'idea era offrire ai bambini dei piccoli centri calabresi la possibilità di vivere un'esperienza costruita con scenografie, tecnologie e interattività normalmente più facilmente accessibili nelle grandi città.
La risposta è arrivata attraverso i numeri. Seimila visitatori in cinque giorni rappresentano un flusso particolarmente significativo per Panettieri, piccolo comune incastonato tra il Reventino e la Sila Piccola.
Il paese mobilitato per cinque giorni
La manifestazione ha richiesto anche una consistente macchina organizzativa e il coinvolgimento della comunità locale.
L'amministrazione comunale ha ringraziato la Pro Loco e i volontari, i dipendenti comunali, i Carabinieri della stazione di Bianchi, l'Associazione Nazionale Carabinieri – sezione di Soveria Mannelli, l'associazione Reventino-Savuto, impegnata nel servizio di ambulanza, oltre alle ditte edili ed elettriche che hanno garantito il supporto tecnico.
Un ringraziamento è stato rivolto anche a Marco Barozzi e alla squadra di Arché Touch the Future e ai fratelli Antonio e Massimo Scarpelli, coinvolti nella realizzazione del progetto.
Per Panettieri, però, quella appena conclusa viene considerata soltanto la prima tappa. Gli stessi amministratori riconoscono che ci siano aspetti da perfezionare e parlano apertamente di una manifestazione con «grandi margini di crescita».
Il dato da cui ripartire è già significativo: per cinque sere un piccolo borgo dell'entroterra cosentino è riuscito a richiamare migliaia di persone trasformando le proprie strade in un mondo fantastico. E Pinocchio, questa volta, invece di partire dal paese dei balocchi, è arrivato fino in Calabria.



