Ha riportato un esteso trauma cranico il medico del pronto soccorso di Cosenza picchiato nella notte da un pregiudicato senza fissa dimora, già noto alle forze dell’ordine. Il malvivente prima di recarsi all’Annunziata era transitato da Casa San Francesco dove, secondo quanto si è appreso, aveva avuto un primo scontro con un operatore della struttura di accoglienza situata in Via Montagna, nel capoluogo bruzio.

Secondo una prima sommaria ricostruzione degli accadimenti, in seguito all’aggressione subita, l’operatore di Casa San Francesco, si è recato in ospedale per farsi medicare nell’area dell’emergenza-urgenza dedicata ai codici minori.

Qui è stato raggiunto dal pluripregiudicato che, in evidente stato di alterazione, avrebbe iniziato a colpire il medico con calci e pugni, devastando i locali e generando il panico tra il personale in servizio e tra gli altri pazienti. L’intervento delle forze dell’ordine ha scongiurato il peggio. Solo con l’impiego del taser si è riusciti a rendere inoffensivo il pregiudicato che si trova adesso ancora in ospedale, piantonato dai carabinieri.

La nota di Casa San Francesco

Sull’episodio di violenza generato all’Annunziata di Cosenza da un pregiudicato che si trova tutt’ora piantonato in ospedale dai carabinieri, si registra una nota di Pasquale Perri, direttore generale di Casa San Francesco, la struttura di accoglienza dove il malvivente si era precedentemente presentato, prima di spostarsi in pronto soccorso dove avrebbe aggredito un medico.

Perri sottolinea come uno degli operatori di turno della struttura sia stato vittima «della violenza fisica di un giovane cosentino, da qualche giorno tornato in libertà dopo un ripetuto periodo di detenzione nella locale casa circondariale. A suscitare una così grave reazione – precisa il direttore di Casa San Francesco - la sua pretesa di essere accolto ad ogni costo, rimasta inappagata per la completa indisponibilità di posti sia nelle Comunità socio-assistenziali, sia negli spazi di emergenza, sempre occupati per le continue richieste di aiuto. Già nel pomeriggio del 18 agosto, presentandosi al nostro front office, constatava lui stesso quanto descritto, e veniva invitato a trovare tramite il suo legale una diversa soluzione attivando prontamente i competenti servizi territoriali.

La sua condotta violenta si è accompagnata da minacce e intimidazioni nei confronti di tutti gli operatori presenti e dello scrivente direttore dell'ente, che ha preteso di contattare telefonicamente proprio a tal scopo. L'intervento dei carabinieri – si legge ancora nella nota - è stato necessario per allontanarlo e per riportare la sicurezza, seppur momentanea, mentre l'operatore contuso veniva trasportato in ambulanza nel vicino ospedale per le cure del caso. Nel dare tale necessaria informativa si sottolinea ancora una volta quanto troppo spesso Casa San Francesco per la sua in incessante operatività rimanga da sola a fronteggiare bisogni complessi del territorio, esposta a difficoltà e pericoli imprevedibili nella loro gravità e nelle loro conseguenze. Le categorie di vulnerabilità sociale e sanitaria che si rilevano nelle Comunità di Casa San Francesco, sono sempre più disparate e spesso i servizi a cui si chiede di fare accesso sono sostitutivi di altri, drammaticamente carenti.

Basti pensare all'elevata presenze di persone con problemi psichiatrici che non trovano accesso in strutture terapeutiche. E poi quelle affette da dipendenze, quelle con disabilità o con malattie croniche ed invalidanti, quelle prive di alcun riferimento familiare, parentale ed amicale. Non si può sostenere tutto ciò, spendendo senza sosta competenze, energie e risorse, e finendo per mettere a rischio se stessi, la dovuta incolumità fisica ed emotiva. Soprattutto – dice ancora Pasquale Perri - non si può delegare indiscriminatamente il presidio su un campo in cui la cronicità della povertà è sempre più diffusa e rischia di esplodere, con conseguenze irreparabili. Formuliamo la nostra urgente e pressante richiesta di una più sensibile collaborazione e garanzia da parte delle Autorità ed Istituzioni preposte per il sicuro svolgimento dei nostri servizi. A tutti chiediamo di rinnovare il dono della solidarietà e dell'amicizia per trovare rinnovato coraggio ed entusiasmo nel continuare a stare accanto ai poveri ogni giorno».