Mancano ormai pochissime ore al decisivo turno di ballottaggio che stabilirà chi sarà il prossimo sindaco di Castrovillari. Una sfida polarizzata, un testa a testa tradizionale e serrato che vede contrapporsi i due principali schieramenti politici della città, vale a dire il centrosinistra e il centrodestra.

Dopo un primo turno che ha delineato i rapporti di forza senza però consegnare una maggioranza assoluta, la parola torna ai cittadini, chiamati alle urne nelle giornate di domenica 7 e lunedì 8 giugno. La tensione politica è tangibile, così come l'attesa per capire quale visione di città prevarrà per i prossimi cinque anni. Le coalizioni stanno spendendo le ultime energie in una campagna elettorale casa per casa, piazza per piazza, per convincere chi, due settimane fa, ha scelto l'astensione o ha premiato candidati rimasti fuori dal secondo turno.

A guidare la coalizione di centrosinistra è Ernesto Bello, che traccia un bilancio del percorso compiuto finora e lancia la volata finale puntando forte sulla progettualità e sul coinvolgimento delle fasce più giovani. «È stato un viaggio incredibile, partito il 30 aprile. Un continuo crescendo che ci ha portato al turno di ballottaggio», dichiara Bello, analizzando l'evoluzione della competizione elettorale.

«L'abbiamo fatto al primo turno, continuiamo a farlo anche in questa seconda parte della partita parlando dei programmi. Castrovillari ha bisogno di visione, ha bisogno di futuro, un futuro concreto che parta dai cinque asset del nostro programma elettorale.» Un programma che, nelle parole del candidato di centrosinistra, si sviluppa attorno a pilastri ben definiti, con l'obiettivo di ridisegnare l'identità cittadina attraverso la cultura, la sostenibilità, le eccellenze e l’inclusione, mantenendo sempre la centralità della persona.

In vista dell'apertura dei seggi del 7 e 8 giugno, Bello non usa giri di parole e definisce l'appuntamento elettorale non come un semplice adempimento burocratico, ma come «un voto della città, un voto d'amore, un voto di sentimento, quello che abbiamo messo noi durante tutta la campagna elettorale.» Il vero ago della bilancia di questo secondo turno potrebbe essere rappresentato dalla capacità dei due sfidanti di intercettare il voto dei disillusi. Bello si rivolge direttamente a quella fetta di elettorato ancora incerta o distante dai partiti tradizionali: «C'è una parte di elettorato a rischio, definiamola così, gli scontenti e gli indecisi.

Per gli indecisi è una chiamata al voto, una chiamata al voto progressista, un voto di visione che guarda al domani con concretezza. Gli scontenti sono tanti, soprattutto nel centrodestra.» L'affondo finale è un appello generazionale, mirato a scuotere l'elettorato più giovane, spesso decisivo ma storicamente esposto al rischio astensionismo: «Il mio appello è alla fascia giovanile, quella fascia giovanile che è stata abbandonata dopo il primo turno». Come sempre, saranno le urne, lunedì sera, a decretare quale idea di futuro guiderà la città del Pollino.