Il consigliere regionale al presidente Occhiuto un’interrogazione a risposta scritta sul futuro degli ex dipendenti di Abramo Customer Care: «Scongiurare fallimento occupazione e progettuale»
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Fare piena luce sulla gestione delle risorse pubbliche, garantire trasparenza nell’attuazione dei progetti di digitalizzazione sanitaria e, soprattutto, tutelare centinaia di lavoratori calabresi oggi a rischio occupazionale. È questo il cuore dell’interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere regionale Francesco De Cicco, rivolta al Presidente della Giunta regionale.
Al centro della questione, la complessa vicenda che coinvolge gli ex dipendenti di Abramo Customer Care – circa mille lavoratori – successivamente assorbiti dalla società Konecta R s.r.l., nell’ambito di un progetto strategico di digitalizzazione delle cartelle cliniche delle ASP calabresi. Un’operazione sostenuta da un investimento pubblico rilevante: 20 milioni di euro complessivi, di cui 15 milioni stanziati dalla Regione Calabria e 5 milioni dal Governo nazionale.
Un progetto che, nelle previsioni iniziali, avrebbe dovuto garantire occupazione e innovazione per almeno tre anni, fino al 2027. Oggi, però, il quadro appare profondamente mutato. Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, la società Konecta R s.r.l. avrebbe già concluso la commessa principale e si troverebbe in una situazione di disavanzo economico stimato in circa 6 milioni di euro, con la concreta prospettiva di attivazione della cassa integrazione straordinaria (CIGS).
Una condizione che mette a rischio 856 posti di lavoro.  «Non possiamo permettere che un investimento pubblico di questa portata si traduca in un fallimento occupazionale e progettuale» – si sottolinea – «né che centinaia di famiglie si trovino nuovamente in una condizione di incertezza dopo appena un anno». Attraverso l’atto ispettivo, si chiede alla Giunta regionale di chiarire punti fondamentali: • se le risorse stanziate siano state erogate integralmente e utilizzate correttamente; • lo stato di avanzamento reale del progetto di digitalizzazione, inclusa la creazione e implementazione del fascicolo sanitario elettronico; • eventuali azioni intraprese per estendere il progetto ad altri territori; • e, soprattutto, quali misure concrete si intendano adottare per salvaguardare i livelli occupazionali.
L’interrogazione si inserisce in un contesto più ampio che riguarda il rapporto tra politiche pubbliche, innovazione e lavoro nel Mezzogiorno, ponendo una questione di responsabilità istituzionale e di visione strategica. «Serve una risposta chiara, tempestiva e concreta – conclude la nota – perché il lavoro non può essere trattato come una variabile secondaria e perché ogni euro pubblico deve generare valore reale per il territorio e per le persone».

