Una ricognizione preventiva dello stato dei corsi d’acqua e delle opere idrauliche presenti a Cosenza, accompagnata da interventi programmati e tempi verificabili. È la richiesta avanzata da Angelo Brutto, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, nell’ambito del confronto sul Master Plan per la manutenzione del reticolo idrografico calabrese.

Brutto richiama il lavoro avviato dalla Regione Calabria con le Prefetture e sostiene la necessità di passare da una gestione prevalentemente emergenziale a una politica continuativa di prevenzione.

«La manutenzione del reticolo idrografico non può essere considerata un’attività da avviare soltanto quando arrivano le piogge più intense», afferma il consigliere regionale.

Il confronto tra Regione, Prefetture e Comuni

Le riunioni territoriali organizzate durante la Settimana nazionale della Protezione civile, secondo Brutto, possono rafforzare il coordinamento tra Regione, Prefetture, Comuni, strutture operative e soggetti responsabili della manutenzione dei corsi d’acqua.

L’obiettivo del Master Plan è raccogliere le informazioni disponibili, individuare le principali criticità e stabilire le priorità degli interventi.

Per il capogruppo di FdI, il metodo dovrebbe permettere di superare la frammentazione delle attività e costruire una strategia condivisa tra le diverse amministrazioni.

Brutto evidenzia in particolare l’impegno dell’assessore regionale Antonio Montuoro nelle attività di prevenzione e rimozione delle occlusioni idrauliche.

«Cosenza merita un’attenzione particolare»

Nel quadro regionale, il consigliere chiede che venga riservata un’attenzione specifica alla città di Cosenza e al territorio circostante.

La ricognizione proposta dovrebbe riguardare lo stato degli alvei, delle opere idrauliche, dei sistemi di raccolta e deflusso delle acque meteoriche e delle eventuali situazioni di ostruzione o degrado.

«La manutenzione degli alvei, la rimozione dei materiali che possono ostacolare il regolare scorrimento delle acque e il controllo delle opere idrauliche sono attività essenziali per ridurre le condizioni di rischio», sostiene Brutto.

L’analisi non dovrebbe limitarsi ai punti nei quali si sono già verificati problemi, ma includere anche le aree potenzialmente vulnerabili, soprattutto quelle vicine a centri abitati e infrastrutture.

Tempi verificabili e monitoraggio degli interventi

Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, il Master Plan potrebbe offrire uno strumento utile per orientare le risorse verso gli interventi più urgenti.

Per Cosenza, Brutto chiede un quadro definito delle priorità, tempi di attuazione verificabili e un monitoraggio costante delle attività programmate.

Nel suo intervento non sono tuttavia indicati i singoli corsi d’acqua sui quali intervenire, le opere considerate prioritarie, le risorse disponibili e il calendario operativo. Questi elementi dovranno emergere dalla fase tecnica e istituzionale del piano.

Le responsabilità dei diversi enti

Brutto richiama la necessità di una distribuzione chiara delle responsabilità. Alla Regione attribuisce le funzioni di programmazione, coordinamento e sostegno degli interventi; ai Comuni la cura delle attività di propria competenza; agli enti responsabili delle infrastrutture il compito di garantire controlli e manutenzioni.

Il consigliere richiama inoltre, nei casi previsti dalle norme, gli obblighi dei proprietari dei terreni confinanti con canali e fossi di scolo.

Per evitare sovrapposizioni o vuoti di intervento sarà però necessario individuare, per ciascun tratto del reticolo idrografico, l’ente competente e il soggetto responsabile della manutenzione.

WebGis e piani comunali di Protezione civile

Tra gli strumenti citati da Brutto figura il portale regionale WebGis, attraverso il quale è possibile raccogliere e consultare informazioni territoriali utili alla pianificazione.

Il capogruppo di FdI richiama anche l’importanza dell’aggiornamento dei piani comunali di Protezione civile. Questi documenti, osserva, devono essere adeguati alle caratteristiche dei singoli territori, conosciuti dagli operatori e tradotti in procedure concretamente applicabili durante le emergenze.

La richiesta conclusiva è che il percorso avviato dalla Regione con le Prefetture produca azioni misurabili, con un’attenzione specifica alla città e alla provincia di Cosenza.