La manifestazione si è svolta in modo ordinato e pacifico. Dall’Amministrazione sostegno alle rivendicazioni dei ragazzi sui temi del diritto allo studio, del caro vita e delle prospettive per le nuove generazioni
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Oltre 300 studenti del Valentini-Majorana sono scesi in strada per far sentire la propria voce. Un corteo ordinato e pacifico, ma accompagnato da rivendicazioni nette sul futuro delle nuove generazioni, dal diritto allo studio alle difficoltà economiche che pesano sempre di più sulle famiglie.
A esprimere sostegno alla mobilitazione è l’Amministrazione comunale, che si schiera al fianco dei ragazzi e sottolinea il carattere civile della protesta.
«Come Amministrazione siamo al loro fianco, senza esitazioni», si legge nella nota, nella quale viene evidenziato come il dissenso espresso dagli studenti si inserisca in una fase caratterizzata da diverse mobilitazioni sociali e di categoria.
«Che futuro stiamo lasciando ai nostri ragazzi?»
Il tema posto dall’Amministrazione riguarda soprattutto le prospettive delle nuove generazioni.
«La domanda che dobbiamo porci è semplice quanto urgente: che futuro stiamo lasciando a queste ragazze e a questi ragazzi?».
Nel documento vengono richiamati l’aumento del costo della vita, il peso degli affitti e le difficoltà che molti giovani incontrano nell’immaginare il proprio futuro professionale senza essere costretti a lasciare il territorio.
La posizione espressa è quella di una scuola pubblica che, secondo l’Amministrazione, dovrebbe essere sostenuta attraverso maggiori investimenti e strumenti capaci di garantire agli studenti opportunità concrete.
«Una lezione di partecipazione»
Il corteo viene definito anche un esempio di partecipazione civica.
«Questi studenti stanno difendendo il loro diritto a studiare, a lavorare con dignità e a non essere costretti a fare le valigie per costruirsi una vita in un’altra nazione. La loro non è una protesta di facciata, è una lezione di partecipazione e senso civico».
Da qui il messaggio conclusivo rivolto ai ragazzi: «Le loro rivendicazioni meritano ascolto e rispetto. Noi ci siamo».

