L’associazione segnala la presunta diffusione di una lista con nomi di ragazze e sollecita pattugliamenti serali tra Quattromiglia e il campus
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Un presidio delle forze dell’ordine e un rafforzamento dei pattugliamenti nelle zone di Rende frequentate dagli studenti, soprattutto durante le ore serali e notturne. È quanto chiede Community APS dopo avere segnalato la presunta circolazione, attraverso applicazioni di messaggistica istantanea, di un documento contenente nomi e cognomi di studentesse accompagnati da minacce di violenza sessuale.
L’istanza urgente è stata inviata al prefetto e al questore di Cosenza, alla Commissione straordinaria del Comune di Rende e, per conoscenza, al rettore dell’Università della Calabria.
A firmarla sono il presidente dell’associazione, Ferruccio Maria Greco, e il segretario Niccolò De Luca.
La presunta lista circolata nelle chat
Secondo quanto riferito da Community APS, il documento si starebbe diffondendo nelle chat utilizzate dagli studenti dell’area urbana. Al suo interno alcune ragazze sarebbero indicate esplicitamente come possibili bersagli di violenze sessuali.
La segnalazione ha generato preoccupazione tra gli studenti che frequentano Rende, Quattromiglia e il campus universitario di Arcavacata. Allo stato, tuttavia, non sono stati resi noti riscontri ufficiali sull’origine della lista, sull’identità di chi l’avrebbe prodotta o sulla concreta attendibilità delle minacce.
Ogni valutazione in merito spetta alle autorità competenti. Il documento con i nomi delle ragazze non deve essere ulteriormente condiviso, sia per evitare di amplificarne la diffusione sia per tutelare le persone coinvolte.
La richiesta di un presidio interforze
Nell’istanza l’associazione chiede «l’istituzione immediata di un presidio fisso o mobile interforze e il potenziamento del pattugliamento», con particolare attenzione alle zone caratterizzate da una maggiore presenza di studenti e ai luoghi di aggregazione vicini all’Università della Calabria.
Community APS ritiene necessario affiancare alle eventuali indagini informatiche una presenza visibile sul territorio, in grado di svolgere una funzione preventiva e dissuasiva.
La richiesta riguarda soprattutto le fasce serali e notturne, durante le quali numerosi studenti si spostano tra il campus, Quattromiglia e le altre aree urbane di Rende.
L’appello alle autorità
L’associazione sollecita inoltre l’adozione di tutte le misure ritenute utili a prevenire episodi di violenza e a restituire sicurezza alla comunità studentesca.
Community APS ha manifestato la propria disponibilità a collaborare con le autorità nelle attività di sensibilizzazione e nel sostegno ai giovani coinvolti dalla vicenda.
Si attende ora un eventuale riscontro della Prefettura di Cosenza, della Questura di Cosenza, della Commissione straordinaria del Comune di Rende e dell’Università della Calabria. Parallelamente dovrà essere verificata l’origine del documento, così come l’effettiva consistenza delle minacce contenute al suo interno.

