A Marano Principato questa mattina è stata inaugurata, con tanto di taglio del nastro, la nuova sede di Poste Italiane. In prima fila, oltre al responsabile della filiale, c’era anche il sindaco Pino Salerno. Il gruppo di minoranza Nuovo Orizzonti non ha gradito e lo accusa di eccessivo protagonismo in un comunicato stampa. «Come si fa ad inaugurare un ufficio postale insieme ad un ente locale, vale a dire il Comune - si chiedono -. Poste è un azienda privata che non c’entra nulla col Municipio». A firmare il documento sono stati Emilio Tenuta, Alessandro Esposito, Fabio Trozzo e Costantino Zupo.

«Il trasferimento dalla sede vecchia alla nuova - aggiungono - è comunque avvenuto in una locazione privata, non è mica è ospitata da locali comunali. Inoltre è un progetto portato avanti dal 2016, vale a dire da quando era in carica Pulice. Oggi il sindaco Salerno e la sua amministrazione vogliono prendersi meriti che non hanno».

Per i consiglieri di opposizione, la realtà è ben diversa. «Questo succede solo ed esclusivamente perché fra 8 mesi ci saranno le elezioni, non è qualcosa di corretto. Anzi, è soltanto propaganda elettorale, perché, ripetiamo, è un progetto di Poste del 2016. A supporto delle nostre affermazioni esistono pec e mail tra il Comune e l’ente postale».

«Il gruppo Nuovi orizzonti – fanno presente i firmatari del comunicato - chiedono a codesta maggioranza di non fare propaganda elettorale, ma di preoccuparsi di garantire i servizi essenziali di ordinaria amministrazione. Ad oggi manca il taglio erba da un anno, i tombini sono otturati e lo sono anche le cunette otturate. Il nostro paese è pieno di erbacce e siamo alle porte dell’autunno. Chiediamo anche di garantire un’erogazione idrica più corretta, avvisando per tempo la popolazione. Perfino la raccolta della spazzatura funziona a singhiozzo, così come la pubblica illuminazione lascia a desiderare. Nelle frazioni ci sono diverse lampade fulminate da giorni, al netto di tante segnalazione partite due settimane fa».

«I cittadini pagano le tasse e chiedono con forza i servizi essenziali - concludono Emilio Tenuta, Alessandro Esposito, Fabio Trozzo e Costantino Zupo -. Chiedono tutte queste cose a Salerno e alla sua amministrazione, non di tagliare nastri che non gli competono solo per propaganda elettorale»