L’indagine AstraRicerche per Unione Italiana Food: dolce preferito al salato, quasi la metà sceglie una merendina
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La maturità 2026 entra nella fase decisiva e, insieme ai ritmi di studio, cambiano anche le abitudini a merenda. Secondo un’indagine condotta da AstraRicerche per Unione Italiana Food, tre studenti su quattro modificano il proprio spuntino durante la preparazione agli esami di Stato, mangiando qualcosa in più o concedendosi pause più lunghe per recuperare energie.
Con la prima prova scritta fissata per il 18 giugno, oltre mezzo milione di studenti italiani è alle prese con ripassi intensivi, simulazioni, libri aperti fino a tardi e giornate sempre più scandite dallo studio. In questo contesto, la merenda diventa un momento importante non solo dal punto di vista alimentare, ma anche come pausa mentale.
Gli studenti cambiano le abitudini a merenda
L’indagine fotografa un dato chiaro: il 75% dei maturandi modifica le proprie abitudini alimentari durante il periodo di preparazione all’esame. In particolare, il 32% dichiara di mangiare qualcosa in più rispetto alla solita merenda per recuperare energie, mentre uno studente su quattro, pari al 25%, si prende break più lunghi per gustare con calma qualcosa di buono e rigenerante.
Solo il 15% consuma una merenda più veloce del solito per non staccarsi dai libri. Identica la percentuale di chi mangia di meno perché lo studio assorbe tutte le energie.
La merenda resta comunque un’abitudine molto diffusa: sono soliti fare uno spuntino al pomeriggio 8 studenti su 10, mentre oltre 7 su 10 lo fanno anche al mattino.
Dolce preferito al salato
Quando arriva il momento di scegliere cosa mangiare, la merenda dolce risulta preferita a quella salata. Il 58% degli studenti alterna dolce e salato a seconda del momento, ma chi sceglie quasi sempre il dolce, pari al 28%, è più del doppio rispetto a chi preferisce il salato, fermo al 14%.
Non è solo una questione di gusto. Per quasi 8 studenti su 10, il 78%, la merenda dolce avrebbe effetti positivi sullo studio e sulla concentrazione. In particolare, secondo i ragazzi, ripaga dalle fatiche, aiuta a studiare con più produttività e contribuisce a mantenere alta la soglia dell’attenzione.
«Fermarsi per consumare la merenda durante lo studio per la preparazione agli esami di maturità è una scelta corretta da parte dei ragazzi», afferma la professoressa Silvia Migliaccio, presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione.
Secondo Migliaccio, una pausa permette di ritrovare un ritmo più rilassato e di recuperare concentrazione ed energie in un periodo spesso segnato da ansia e stress. «Prendersi una coccola per sé può rappresentare un comportamento utile sia da un punto di vista nutrizionale che psicologico per mantenere alto il livello di attenzione e il rendimento».
Le merendine tra le scelte più frequenti
Tra le alternative preferite dagli studenti, le merendine occupano il primo posto. Le sceglie il 50% dei maturandi, seguite da frutta fresca, yogurt e biscotti. Più indietro si collocano panini con formaggi e salumi, barrette energetiche o proteiche, dolci fatti in casa, pizza bianca e focaccia.
A spiegare questa preferenza è un mix di praticità e gusto. Gli studenti scelgono le merendine perché si possono consumare ovunque, sono buone, non richiedono preparazione, danno energia immediata e sono già porzionate.
Tra le tipologie più apprezzate ci sono quelle semplici, come treccine, plumcake, ciambelle e cornetti non farciti, seguite dalle versioni farcite con confettura, marmellata, crema o cioccolato e da quelle da conservare in frigorifero.
Energia per affrontare lo studio
La professoressa Migliaccio sottolinea anche il ruolo dei carboidrati nello spuntino. «La quota di carboidrati presenti in uno spuntino come una merendina, unita a una porzionatura adeguata, contribuisce a ricaricare mente e fisico per tornare sui libri con la giusta energia».
Secondo la presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione, le merendine oggi presentano caratteristiche nutrizionali migliorate rispetto al passato, con meno zuccheri semplici, grassi e calorie, minore contenuto di sale e presenza di fibre. Si tratta, spiega, di prodotti che possono essere scelti anche in base alle necessità energetiche, con un apporto medio che varia dalle 100 alle 200 calorie.

