Lo studente calabrese di Giurisprudenza è tra i cinque vincitori del Premio UniversiPA 2026. Nel suo progetto propone una PA più semplice, accessibile e vicina ai cittadini. «La tecnologia deve restituire tempo alle persone»
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Per Giovanni Munno il diritto non è soltanto un insieme di norme da studiare, ma uno strumento per leggere la società, comprenderne le diseguaglianze e provare a correggerle.
Studente calabrese al secondo anno del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza alla LUMSA, Munno è tra i cinque vincitori del Premio UniversiPA 2026, il contest rivolto agli under 30 dedicato alla trasformazione della Pubblica Amministrazione. Il suo contributo, dedicato alla “rivoluzione del certificato”, immagina una PA meno burocratica e più capace di adattarsi alla vita reale dei cittadini.
«Ricevere il Premio UniversiPA 2026 è stata una grande gratificazione personale – racconta – in ragione di ciò che lo studio e l’amore per la cultura giuridica e per il diritto rappresentano per me».
Un riconoscimento arrivato molto presto nel suo percorso universitario. «All’inizio non avrei mai immaginato che, già al primo anno, avrei avuto l’opportunità di elaborare un contributo destinato a una pubblicazione dedicata alla Pubblica Amministrazione e all’innovazione. Quando l’ho inviato non mi aspettavo un riconoscimento».
Il premio è stato assegnato nell’ambito di Forum PA 2026; i cinque contributi vincitori sono confluiti nella pubblicazione “E se la PA…”.
«L’università deve formare anche la persona»
Munno lega il risultato soprattutto al percorso di studi e al metodo maturato durante l’esperienza universitaria.
«La LUMSA mette davvero gli studenti al centro della propria esperienza accademica. Credo che l’università non debba limitarsi a trasmettere conoscenze, ma debba contribuire alla formazione della persona».
Per lui Giurisprudenza significa anche sviluppare una maggiore consapevolezza civile. «Lo studio del diritto non significa soltanto conoscere norme e istituti giuridici, ma fare proprie le regole sulle quali si fonda la nostra convivenza».
Da qui l’attenzione a temi come minoranze, diseguaglianze, diritti e dignità della persona.
Il Sud e il diritto di scegliere se partire
Nel suo percorso entra inevitabilmente anche il tema del Mezzogiorno.
«Da giovane del Sud sento particolarmente forte il tema dei diritti e delle opportunità dei cittadini meridionali. La questione del Mezzogiorno passa anche dalla possibilità per ogni giovane di poter scegliere liberamente dove costruire il proprio futuro, senza essere costretto a partire per mancanza di opportunità».
Una posizione che Munno collega direttamente alla scelta di studiare diritto: «Conoscere il diritto significa anche comprendere meglio gli strumenti attraverso i quali una società può diventare più giusta e solidale».
Una Pubblica Amministrazione meno burocratica
È però sulla PA che si concentra una parte importante della sua riflessione.
Secondo Munno, uno dei problemi principali resta la distanza tra istituzioni e cittadini, alimentata da procedure troppo complesse e tempi spesso sproporzionati.
«La burocrazia continua spesso a rappresentare un ostacolo per cittadini e imprese e, in alcuni casi, anche operazioni semplici possono richiedere tempi eccessivi».
La risposta, a suo giudizio, passa anche dall’innovazione tecnologica e dall’intelligenza artificiale.
«La tecnologia deve essere utilizzata per semplificare i rapporti tra cittadini e Pubblica Amministrazione, ridurre gli adempimenti inutili e restituire tempo alle persone».
Ma con una precisazione: «La vera innovazione non è semplicemente introdurre nuovi strumenti, ma utilizzarli per rendere le istituzioni più semplici, accessibili ed efficienti».
Il futuro tra diritto amministrativo e istituzioni
Sul futuro Munno mantiene aperte più strade, ma con alcuni punti fermi.
«Vorrei laurearmi in Giurisprudenza e successivamente specializzarmi nel diritto amministrativo, una branca che mi ha sempre particolarmente interessato per il suo rapporto diretto con le istituzioni e con la vita concreta dei cittadini».
Accanto allo studio immagina un impegno sociale e istituzionale, con possibili sbocchi nella Pubblica Amministrazione, nel mondo accademico o sindacale.
«Non voglio definire oggi un percorso che dovrà necessariamente cambiare e maturare insieme a me. Per il momento sono semplicemente uno studente di Giurisprudenza che cerca di fare esperienze, imparare da ciascuna di esse e costruire, passo dopo passo, il proprio futuro».
Un futuro che, almeno nelle intenzioni, parte da un principio semplice: usare il diritto non soltanto per conoscere le regole, ma per provare a migliorare il rapporto tra cittadini e istituzioni.

