La Giunta comunale di Caloveto ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per l’adeguamento sismico della scuola dell’infanzia di via Sandro Pertini. Il costo previsto è di 700.739,91 euro. La Giunta ha autorizzato la candidatura a un avviso del Ministero dell’Istruzione e del Merito per ottenere l’intera somma, senza cofinanziamento comunale. La realizzazione dei lavori dipenderà dall’ammissione al finanziamento.

Il sindaco Umberto Mazza ne ha dato notizia il 4 novembre. Il progetto è stato redatto dall’architetta Antonella Maringolo, responsabile dell’Area tecnica comunale e del procedimento. L’avviso riguarda interventi urgenti sugli edifici scolastici pubblici ed è finanziato con le risorse dell’otto per mille IRPEF a gestione statale per le annualità 2023 e 2024.

Fessure e infiltrazioni nel plesso di via Sandro Pertini

Costruito nel 1973, quello di via Sandro Pertini è l’unico edificio comunale destinato alla scuola dell’infanzia. La relazione tecnica segnala fessure, infiltrazioni e segni di degrado legati all’età del fabbricato. Le verifiche strutturali previste nelle successive fasi di progettazione serviranno a definire nel dettaglio le opere necessarie.

Per l’amministrazione, mantenere il servizio scolastico nel paese è una priorità per le famiglie. Il progetto punta quindi a limitare le interferenze dei lavori con le attività didattiche.

Un esoscheletro esterno per la sicurezza sismica

La soluzione proposta prevede una struttura metallica esterna, il cosiddetto esoscheletro, per migliorare la risposta dell’edificio alle sollecitazioni di un terremoto. Alla struttura sarà abbinato un cappotto per l’isolamento termico. Il progetto contempla inoltre rinforzi su travi e pilastri, da precisare sulla base delle verifiche, e protezioni contro il distacco di elementi dai soffitti.

Per risolvere il problema delle infiltrazioni sono previsti il ripristino della copertura e interventi sul sistema di raccolta dell’acqua piovana. Il progetto è distinto da quello già avviato per la scuola primaria di via Sant’Antonio, dove l’obiettivo è ridurre i consumi fino a rendere l’edificio a energia quasi zero.