Una postazione fissa delle forze dell’ordine nell’autostazione di Cosenza, con controlli garantiti durante l’intera giornata. È la richiesta avanzata dalla segreteria regionale di Confail Faisa Calabria dopo alcuni episodi segnalati nell’area.

Il sindacato degli autoferrotranvieri richiama in particolare un presunto tentativo di abuso ai danni di una ragazza e il comportamento di un uomo che, descritto nella nota come in stato confusionale, avrebbe generato paura arrampicandosi su un veicolo.

Si tratta di fatti riportati dall’organizzazione sindacale nel proprio comunicato. Nella nota non vengono forniti ulteriori dettagli sulle circostanze, sulle persone coinvolte o sugli eventuali accertamenti condotti dalle autorità.

Secondo Confail Faisa, gli episodi rappresenterebbero un ulteriore segnale delle condizioni di degrado e insicurezza più volte denunciate nella zona.

«I controlli attuali non bastano»

Il sindacato sostiene di avere già espresso le proprie valutazioni sui provvedimenti adottati dalle istituzioni, giudicando insufficienti i controlli giornalieri e gli interventi discontinui.

«Abbiamo espresso più volte la nostra opinione sugli interventi presi in atto dalle istituzioni, ma purtroppo continuiamo a ribadire che questo sistema non basta», si legge nella nota.

Per Confail Faisa, la risposta dovrebbe consistere nell’attivazione di «una postazione fissa delle forze dell’ordine o dell’Esercito». L’organizzazione domanda inoltre perché il prefetto e il sindaco di Cosenza non abbiano valutato l’istituzione di un punto di controllo operativo 24 ore su 24.

Le preoccupazioni per utenti e lavoratori

La segreteria regionale manifesta preoccupazione per le persone che utilizzano quotidianamente l’autostazione: studenti, anziani, famiglie e cittadini fragili. A questi si aggiungono i residenti del quartiere e gli operatori del trasporto pubblico.

Il sindacato richiama, in particolare, la posizione degli autisti, responsabili dei mezzi e della sicurezza dei passeggeri, che secondo la nota sarebbero costretti a confrontarsi anche con episodi di microcriminalità.

«Siamo sempre più preoccupati per l’incolumità dei nostri figli, genitori e persone fragili che utilizzano i mezzi di trasporto e frequentano l’autostazione», afferma Confail Faisa.

L’appello alle istituzioni

La richiesta è indirizzata al prefetto di Cosenza, al sindaco della città e al presidente della Regione Calabria. A loro il sindacato domanda un intervento coordinato per garantire una presenza stabile nell’area.

Confail Faisa annuncia che continuerà la propria protesta e sollecita risposte prima che possano verificarsi episodi con conseguenze più gravi.

La nota si conclude con l’espressione «Chi tace è complice», utilizzata dal sindacato per sottolineare l’urgenza attribuita alla questione. Nel comunicato non sono riportate repliche delle istituzioni chiamate in causa.