I promotori rilanciano la petizione e annunciano nuove iniziative così da scongiurare che il nuovo nosocomio nasca ad Arcavacata così come indicato dalla Regione
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«La battaglia per il diritto alla salute nel cuore della città di Cosenza entra in una fase cruciale. Il Comitato “31 Ottobre Dissento” annuncia che la sottoscrizione della petizione popolare prosegue con determinazione, raccogliendo un numero sempre crescente di adesioni da parte di cittadini, forze sociali, operatori commerciali ed imprenditoriali, movimenti civici, comitati di quartiere, movimenti studenteschi, famiglie e medici che rifiutano la "deportazione" del nuovo ospedale nell'area di Arcavacata di Rende». Lo affermano in una nota i promotori del comitato, tra cui Arnaldo Golletti, Davide Bruno, Roberto Bernaudo, Mario De Rose, Andrea Annesi, Adriano Parise e Marilù Vulnera.
Tutti ribadiscono la loro ferma opposizione a una scelta che considerano un vero e proprio "scippo" ai danni della comunità bruzia. «Il nostro nome, “31 Ottobre Dissento”, richiama la data in cui è stata sancita una decisione che calpesta la storia sanitaria di questa città - spiegano i rappresentanti del Comitato –. Spostare l'Hub ospedaliero fuori dai confini di Cosenza non è un'operazione di ammodernamento, ma un atto che desertifica il centro urbano e priva i cittadini di un presidio fondamentale e accessibile. La nostra non è una protesta sterile, ma una proposta di buon senso: l'ospedale deve restare a Cosenza».
Il Comitato invita tutta la cittadinanza, le forze sociali e i movimenti civici a non abbassare la guardia. La petizione online rappresenta uno strumento di pressione democratica fondamentale per chiedere alla Regione Calabria e alle autorità competenti di fermare l'iter burocratico e riaprire il confronto sul sito di costruzione. «È possibile firmare e condividere la petizione – evidenziano - attraverso la piattaforma Change.org al seguente indirizzo: https://www.change.org/p/vogliono-deportare-l-ospedale-di-cosenza-ad-arcavacata. Il Comitato “31 Ottobre Dissento” continuerà la sua azione di informazione e sensibilizzazione, convinto che il futuro sanitario di Cosenza non possa essere deciso sopra la testa dei suoi abitanti».

