Il sindacato chiede un confronto urgente con la Regione e con l’Asp: le preoccupazioni riguardano il personale addetto alle pulizie, alla mensa, alla portineria, alla vigilanza e agli altri servizi ausiliari
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L’apertura del nuovo Ospedale unico della Sibaritide potrebbe avere pesanti conseguenze occupazionali per oltre 200 lavoratori impiegati nei servizi in appalto degli attuali presidi di Corigliano e Rossano. A lanciare l’allarme è la Cub Calabria, che chiede un confronto urgente con la Regione e l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza.
Le preoccupazioni riguardano il personale addetto alle pulizie, alla mensa, alla portineria, alla vigilanza e agli altri servizi ausiliari. Secondo il sindacato, nonostante l’imminente trasferimento delle attività nella nuova struttura, finora sarebbe mancata un’interlocuzione con l’Asp e con la società concessionaria subentrante, indicata nella nota come De Agostino.
La situazione più critica riguarderebbe il servizio di pulizia e sanificazione. Sulla base dei dati emersi durante gli ultimi confronti, la Cub stima per i due presidi una possibile riduzione fino all’80 per cento del carico di lavoro e dei posti occupati nell’appalto.
Il sindacato riferisce inoltre di indiscrezioni secondo le quali la società subentrante potrebbe gestire i servizi con personale proprio, senza assorbire le maestranze attualmente impiegate. Un’ipotesi che, se confermata, porrebbe al centro della vertenza l’applicazione della clausola sociale e la continuità occupazionale dei lavoratori uscenti.
La Cub Calabria rivolge quindi un appello al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e alla Direzione generale dell’Asp di Cosenza, chiedendo la convocazione immediata di un tavolo istituzionale.
«L’apertura di un’opera sanitaria fondamentale per l’intero territorio non può avvenire al prezzo di una macelleria sociale che minaccia l’impiego di oltre 200 famiglie dell’indotto – sostiene il sindacato –. Il lavoro e la dignità dei lavoratori di Rossano e Corigliano devono essere salvaguardati garantendo il riassorbimento di tutto il personale uscente».

