Si è tenuta ieri, davanti al gup del Tribunale di Castrovillari, la prima udienza relativa al grave disastro ambientale verificatosi il 22 giugno 2023 a Scala Coeli. Agli indagati sono contestati diversi capi di imputazione, tra cui il reato di disastro ambientale, in relazione alla fuoriuscita di circa 15.000 metri cubi di percolato dalla discarica di rifiuti speciali non pericolosi situata in località Pipino, di proprietà della società Bieco S.r.l. Il percolato si riversò nel reticolo idrografico del fiume Nicà, raggiungendo successivamente il Mar Ionio, con conseguenze rilevanti sul territorio e sugli ecosistemi interessati.

All’udienza era presente l’avv. Rodolfo Ambrosio, del CeAG Calabria, difensore di Legambiente in tutte le sue articolazioni, che ha depositato l’atto di costituzione di parte civile per il Circolo Legambiente Nicà Aps di Scala Coeli, Legambiente Calabria e Legambiente nazionale. L’udienza è stata rinviata al 10 novembre 2026.

Legambiente, attraverso tutte le sue articolazioni territoriali e nazionale, continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della vicenda, nella convinzione che sia necessario fare piena luce su quanto accaduto e sulle eventuali responsabilità.

L’associazione ribadisce la propria fiducia nell’operato della magistratura e si affida alla competenza e all’imparzialità dei giudici del Tribunale di Castrovillari, nel rispetto del lavoro della giustizia e del principio di presunzione di innocenza.