La proposta del candidato sindaco per tornare a governare il Comune: «Chi apre una partita Iva nel nostro territorio per dieci anni non dovrebbe pagare Tari e tasse comunali»
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
Le prossime elezioni comunali di San Giovanni in Fiore entrano nel vivo e Giuseppe Belcastro rilancia la sua candidatura civica sostenuto dal Comitato 18 Gennaio puntando su sanità, servizi e lotta allo spopolamento. Ma soprattutto accende il dibattito politico sul mancato accordo con il centrosinistra e con il Partito Democratico.
«Quando si è andati per creare la coalizione del centrosinistra io avevo fatto anche un passo indietro», ha dichiarato Belcastro ai nostri microfoni. «Per il bene dell’unità delle forze progressiste mi sarei messo da parte, purtroppo dall’altra parte non si è voluto e noi non avevamo chiesto nulla in cambio».
Parole che segnano uno dei passaggi politici più significativi della campagna per le Elezioni di San Giovanni in Fiore. Secondo Belcastro, l’unità del centrosinistra avrebbe potuto cambiare gli equilibri della competizione: «Se avessimo raggiunto l’unità probabilmente oggi avremmo vinto anche al primo turno». Il candidato, già sindaco dal 2015 al 2020, si presenta ora alla guida di una coalizione civica che prova a intercettare il malcontento verso l’amministrazione uscente e verso le divisioni interne all’area progressista.
Sanità e ospedale, Belcastro: «Così la gente lascia San Giovanni in Fiore»
Il tema centrale della campagna di Pino Belcastro resta la sanità. «Noi rivendichiamo un ospedale che possa dare cure a una popolazione che ha deciso di vivere a oltre mille metri di altitudine», ha spiegato il candidato. Ha denunciato quindi il ridimensionamento dei servizi sanitari sul territorio: «Non abbiamo un’emergenza urgenza che possa dare risposte ai cittadini, il reparto di medicina si è dimezzato e mancano almeno una ventina di specialisti rispetto al 2020».
Secondo il candidato, la crisi sanitaria starebbe accelerando lo spopolamento della città silana: «La gente va via anche per la mancanza di sanità. Chi ha patologie cardiologiche si avvicina agli ospedali dove può avere risposte». Nel programma elettorale di Belcastro, il rilancio dell’ospedale passa attraverso un confronto diretto con Regione Calabria e Asp: «Bisogna aprire un’interlocuzione forte con il commissario Occhiuto e con il direttore dell’Asp affinché vengano potenziati i servizi».
L’ex sindaco ha anche rivendicato alcuni risultati ottenuti durante il suo mandato: «Abbiamo fatto aprire l’ambulatorio di oncologia e oggi a San Giovanni in Fiore si pratica anche la chemioterapia. È stata una vittoria importante per chi non poteva permettersi di curarsi lontano da casa».
Non sono mancati attacchi ai competitor politici, specialmente a Marco Ambrogio, sul tema dell’ospedale. Belcastro ha criticato il «presenzialismo» in campagna elettorale all’interno della struttura sanitaria: «L’ospedale appartiene a tutti e deve stare super partes».
Bilanci, Abbazia e opere pubbliche: «Gestione allegra delle casse comunali»
Tra i punti più duri dell’intervista ci sono le accuse rivolte alla gestione amministrativa degli ultimi cinque anni. Belcastro parla apertamente di «gestione molto allegra delle casse del Comune». «Abbiamo assistito alla messa di luminarie costate oltre 500-600 mila euro e un bilancio comunale come quello di San Giovanni in Fiore questo lusso non può permetterselo», ha dichiarato.
Il candidato teme inoltre un possibile ritorno al dissesto finanziario: «Abbiamo visto poste in bilancio che parlano di crediti di dubbia esigibilità per 8 milioni e mezzo. Il Comune rischia di avere nuovamente le casse vuote». Uno dei capitoli più sentiti riguarda l’abbazia florense, simbolo identitario della città. Belcastro ha criticato i lavori di riqualificazione effettuati negli ultimi anni: «I lavori sono stati fatti alla Carlona. È bastata una pioggia battente per allagare la Abbazia dopo aver speso 2 milioni e mezzo di euro».
Per il candidato, il monumento legato alla figura di Gioacchino da Fiore rappresenta molto più di un semplice sito storico: «Quella è la casa di Gioacchino, vengono da tutto il mondo per visitarla». Belcastro ha inoltre accusato l’amministrazione di aver penalizzato il Centro internazionale di studi gioachimiti: «Un centro che ha dato lustro a San Giovanni in Fiore e che oggi è stato privato dei fondi».
Spopolamento, collegamenti e ballottaggio: la sfida delle elezioni
Nella corsa alle Elezioni di San Giovanni in Fiore, Belcastro individua nello spopolamento una delle emergenze principali. «Negli ultimi dieci anni abbiamo perso 4 mila persone», ha ricordato. Tra le proposte lanciate dal candidato c’è l’esenzione dai tributi comunali per i giovani imprenditori: «Chi apre una partita Iva a San Giovanni in Fiore per dieci anni non dovrebbe pagare Tari e tasse comunali».
Ampio spazio anche al tema dei collegamenti. Belcastro ha rivendicato il lavoro svolto in passato per attivare le corse verso Crotone: «Per cinquant’anni non esisteva un collegamento diretto». Nel mirino finisce anche la vicenda del Trenino della Sila: «Erano stati previsti fondi per portarlo a San Giovanni in Fiore, poi sono stati spostati altrove. Noi ci batteremo per recuperarli». Sul piano politico, il candidato ritiene plausibile il ballottaggio: «Quattro candidati si giocano l’accesso al secondo turno. Noi siamo convinti di avere le carte in regola per andarci».
Infine, un messaggio diretto agli elettori di San Giovanni in Fiore: «Abbiamo dimostrato nei cinque anni di governo di poter amministrare questa città. I cittadini sanno di chi possono fidarsi e sono convinto che ci daranno la forza necessaria per vincere queste Elezioni». Di seguito l’intervista video completa a Pino Belcastro, candidato a sindaco di San Giovanni in Fiore.

