L’assessore regionale conferma la prosecuzione delle attività e la salvaguardia dei posti di lavoro: «Azione sinergica condotta in silenzio» ha ribadito, stigmatizzando qualche collega politico che in queste ore cerca di intestarsi l’attesa soluzione della vicenda
Tutti gli articoli di Economia e Lavoro
PHOTO
Per il passaggio del servizio di trasporto pubblico locale nell’area urbana cosentina, da Amaco a Cometra, i tempi sono ormai maturi. Il primo ottobre si concretizzerà, con la cessazione delle attività della fallita ex municipalizzata ed il subentro da parte del Consorzio. Tutti gli operatori impiegati nel comparto mobilità, oggetto del licenziamento collettivo da parte di Amaco, saranno riassunti in Cometra. Per i dipendenti addetti ai parcheggi, invece, l’amministrazione di Palazzo dei Bruzi ha già provveduto ad affidare a Cometra gli spazi precedentemente dati in concessione ad Amaco.
Lavoro sottotraccia
La conferma ufficiale è giunta anche dalle parole dell’assessore regionale ai trasporti Gianluca Gallo. In una intervista rilasciata al nostro network a margine del suo intervento nella seduta di giunta della Camera di Commercio dello scorso 28 settembre, l’esponente politico lo ha detto a chiare lettere: «Ci siamo. Per mesi abbiamo condotto in silenzio assieme a Cometra, un’azione sinergica. Nel mese di agosto abbiamo dato concretezza ai nostri intendimenti attraverso un incontro con il giudice delegato e con il curatore della liquidazione giudiziaria. Si sono così create le condizioni – ha detto ancora Gianluca Gallo – per riassumere tutte le unità oggetto di licenziamento collettivo da parte di Amaco. Voglio ringraziare per il lavoro svolto, il presidente di Cometra Aristide Vercillo».
Vicenda travagliata
Per i prossimi giorni è stata annunciata una conferenza stampa per illustrare anche i passaggi tecnici dell’operazione. Sintomatica la frase impiegata da Gianluca Gallo: «Azione sinergica condotta in silenzio». Una frecciatina indiretta ad altri esponenti politici desiderosi di mettere il cappello su una vicenda per la quale, francamente, rivendicare qualche merito appare perlomeno inopportuno. Qui non vale il proverbio del “tutto è bene quel che finisce bene”. Per fortuna nessuno degli addetti perderà il lavoro, e tuttavia non bisogna dimenticare i travagli di una vicenda che è prima di tutto il fallimento della gestione politica esercitata negli ultimi anni dal Comune di Cosenza, titolare dell’azienda fino alla decisione del tribunale. E di quella amministrazione ha fatto parte, sia durante la sindacatura di Occhiuto, sia durante quella di Franz Caruso, anche il consigliere regionale Francesco De Cicco, del quale non è chiaro il ruolo di salvatore della Patria rivendicato nelle ultime ore sui social. Ad eccezione di un paio di interrogazioni, strumento purtroppo sterile ed insufficiente a risolvere le controversie, specie quando chi le presenta siede tra i banchi dell’opposizione.

