In Aula Magna l’incontro con la cooperativa Crisalide e il progetto “Focus on your goal”: al centro salute mentale in età evolutiva e la storia di Andrea Spezzacatena. De Luca: «Teatro strumento di cura»
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Il teatro come cura, la musica come filo che tiene insieme una comunità, la scuola come presidio contro il disagio. Nell’Aula Magna del Liceo Classico “Bernardino Telesio” si è svolto “Ragazzi Interrotti”, evento nato dalla sinergia con la Cooperativa Sociale Crisalide e pensato come momento di riflessione sulla salute mentale in età evolutiva, sul ritiro sociale e su quel “congelamento” della crescita che viene associato anche alla sindrome di hikikomori.
Sul palco la volontaria Dora D’Epiro, neuropsichiatra dell’Ospedale di Cosenza, e la socia Emanuela Normanno hanno ringraziato la professoressa Gemma Mazzarelli per il tramite con la scuola e la vicaria Maria Pia Domanico per l’organizzazione della giornata. Il senso dell’incontro, nel racconto della mattinata, va oltre la rappresentazione: portare gli studenti dentro un dialogo diretto su fragilità, stigma e richiesta d’aiuto.
All’evento ha contribuito anche il Centro di Solidarietà “Il Delfino” di Cosenza, presentando il progetto “FOCUS ON YOUR GOAL”, finanziato dal Dipartimento per le Politiche contro la Droga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e realizzato con ARCAT Calabria. Il progetto propone percorsi terapeutici-riabilitativi per minori tra 12 e 17 anni che affrontano dipendenze da sostanze o comportamentali, con una modalità descritta come diversa: stare insieme e partecipare a laboratori esperienziali di arte, musica e natura per far emergere risorse e prevenire il disagio. Lo psicologo Cristian Conforti ha rivolto un invito diretto agli studenti, indicando la possibilità di contattare il centro anche tramite la pagina Facebook o recandosi in sede.
Il tema della condivisione è tornato anche negli intermezzi musicali curati dalla professoressa Patrizia Pisciotta dell’Istituto Lucrezia Della Valle: «Insieme è meglio che soli», ha sottolineato, leggendo l’armonia dell’esecuzione dal vivo come metafora della vita quotidiana e della necessità di non farsi schiacciare dall’isolamento.
Tra i passaggi più forti, la scena dell’autoreclusione volontaria: una madre bussa a una porta chiusa, chiede al figlio di aprire, riceve solo un rifiuto, mentre letture e testimonianze accompagnano il pubblico nell’idea che l’hikikomori sia “sintomo di un disagio sociale più ampio”.
Cuore emotivo della messa in scena è la storia di Andrea Spezzacatena, vittima di cyberbullismo. Il racconto insiste sull’amplificazione dell’umiliazione nell’era degli smartphone e dei social, fino al simbolo finale: tutti i protagonisti sul palco con pantaloni rosa, in un “girotondo di speranza”, sulle note di “Sogna ragazzo sogna” eseguita dal vivo. Lo spettacolo, portato in scena dagli utenti della Crisalide, viene descritto come un atto di verità contro stigma e pregiudizio, accolto da un silenzio intenso e da applausi scroscianti.
Il dirigente scolastico, ingegner Domenico De Luca, ha ribadito l’impegno del Telesio sul disagio giovanile: «Ci siamo attivati su più fronti per non lasciare mai soli i nostri ragazzi: dalla pronta adesione al progetto dello psicologo a scuola, fino all’offerta di laboratori inclusivi che mettono l’arte al centro del percorso educativo». E ha citato le O.T.T. (Officine Teatrali Telesiane) come esempio di teatro usato da anni come strumento di “cura, metamorfosi e comunicazione”, capace di trasformare la fragilità in risorsa.
A portare il suo saluto anche Asia Carchidi, neuropsichiatra, referente del Comune di Rende e psicologa scolastica. Nel suo intervento ha evidenziato un dato ritenuto significativo: lo stigma verso lo psicologo a scuola sarebbe stato superato, e gli studenti oggi accederebbero al servizio con naturalezza, considerandolo uno spazio sicuro. «È fondamentale non chiudersi nel proprio isolamento», ha ribadito, invitando i ragazzi a trasformare il dolore in parola: chiedere aiuto, nel messaggio finale, non è debolezza ma il primo passo verso la guarigione.



