Tra documentario, fiction e videoarte, il film racconta l’universo visionario dell’artista calabrese e il museo-laboratorio fondato con Hiske Maas nel cuore dell’Aspromonte. In onda il 26 agosto alle 01:10 e disponibile su RaiPlay dal 27 agosto
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Il sogno di Jacob dedicato alla figura e all’opera di Nik Spatari, arriva sulla Rai. Il film sarà trasmesso mercoledì 26 agosto alle ore 01:10 su Rai 5 e, a partire dal 27 agosto, sarà disponibile su RaiPlay.
Il film è un racconto meta-cinematografico che si muove tra mockumentary e documentario e mette al centro la figura di Nik Spatari, artista calabrese originario di Mammola, che tra Parigi e Milano entrò in contatto con alcune delle figure centrali della cultura europea del Novecento, da Jean Cocteau e Pablo Picasso a Jean-Paul Sartre e Le Corbusier, prima di tornare in Calabria e dare vita con Hiske Maas al MUSABA. Spatari è scomparso un anno dopo la conclusione delle riprese.
Il film intreccia linguaggio documentaristico, fiction e videoarte, utilizzando anche preziose immagini d’epoca in Super 16 mm girate dallo stesso Spatari. Un impianto che restituisce l’atmosfera onirica e misteriosa del MUSABA, dove la presenza dell’artista continua ad agire come una sorta di genius loci.
La storia prende avvio quando una troupe televisiva raggiunge l’Aspromonte per realizzare un servizio dedicato a Nik Spatari e al MUSABA. Il regista Salvo percepisce progressivamente il museo come un organismo vivente, nel quale arte, tempo e paesaggio sembrano fondersi. Il suo percorso culmina di fronte a “Il Sogno di Jacob”, l’opera monumentale che sintetizza la visione filosofica e artistica di Spatari e diventa nel film il punto di partenza per una riflessione sul rapporto tra arte ed esistenza.
Spatari, insieme a Hiske Maas, negli anni Sessanta lasciò Milano per trasferirsi nel cuore dell’Aspromonte, dove fondò il MUSABA, Museo Santa Barbara, sorto intorno ai ruderi di un antico monastero. Da quel luogo isolato prese forma un’opera totale, concepita come laboratorio permanente di arte, architettura e paesaggio.
Nel corso degli anni il MUSABA dovette resistere a sequestri e ordini di demolizione e Spatari e Maas finirono anche agli arresti. La coppia denunciò inoltre intimidazioni e atti vandalici riconducibili alla criminalità organizzata locale, dagli incendi alla distruzione di piante e opere del parco. A questo si aggiunse la battaglia contro la costruzione della grande arteria Jonio-Tirreno, il cui progetto arrivò a minacciare direttamente l’area del museo.
Nonostante queste vicende, il MUSABA è diventato un centro di sperimentazione artistica di respiro internazionale. Inserito dal Ministero della Cultura tra i Luoghi del Contemporaneo, conserva circa quaranta opere di artisti internazionali e nel corso dei decenni ha ospitato creativi, studenti e volontari provenienti da diversi Paesi. Tra gli artisti che vi hanno lavorato figurano il giapponese Masafumi Maita, il taiwanese Jin Jong Chen e l’olandese Petra Rhijnsburger.
Il docufilm diretto da Luigi Simone Veneziano è scritto con la giornalista e autrice Alessia Principe.
Nel cast figurano Francesco Paglino, Enzo De Liguoro, Pino Torcasio, Gioacchino Criaco e Francesca Marchese (anche casting manager). La fotografia è di Vittorio Sala, le musiche di Luigi Porto. Il film è prodotto da VPR Produzioni & Management e Le Sei Sorelle, realizzato grazie ai fondi Pac della Regione Calabria per la valorizzazione del sistema dei beni culturali calabresi e il sostegno della Fondazione Carical.
Presentato nel 2021 al Magna Graecia Film Festival, il film ha successivamente intrapreso un percorso di proiezioni itineranti nelle sale cinematografiche ed è stato distribuito in streaming su Prime Video. Nel dicembre 2025 è stato inoltre presentato alla Scuola Statale Italiana di Madrid.

