Si chiude con un esito “misto” il dibattimento nato dall’indagine della Questura sul presunto giro di stupefacenti in città: 3 anni e 10 mesi a Giuseppe Muto, 4 mesi a Carla Greco per un solo episodio (e assolta per altri due)
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Si è chiuso con una condanna e un verdetto “misto” il lungo dibattimento nato dall’inchiesta della Squadra Mobile di Cosenza sul presunto giro di stupefacenti in città, emerso nel 2020 dopo attività investigative che ricostruivano episodi risalenti al 2018-2019. Dopo il rinvio a giudizio e un processo durato anni davanti al collegio, gli unici due imputati rimasti a sostenere il dibattimento sono stati Giuseppe Muto, difeso dall’avvocato Domenico Caputo, e Carla Greco, assistita dall’avvocato Amelia Ferrari.
Le contestazioni rimaste in piedi nel dibattimento
Per Muto il capo centrale era quello legato a una presunta estorsione, contestata in concorso con altri soggetti, nella quale Muto veniva indicato come mandante.
Secondo l’impostazione accusatoria, la persona offesa sarebbe stata costretta a consegnare 950 euro, anche attraverso minacce reiterate rivolte al giovane e ai familiari, con frasi riportate negli atti tra cui: «Allora tu fai una cosa… se non vuoi morire stasera…» e «Se ti prendo nelle mani ti spacco le ossa…». La somma – sempre secondo l’accusa – sarebbe stata versata in più tranche, con una parte collegata a un presunto debito maturato per acquisto di droga e un’altra parte priva di causale.
Per Greco, invece, il procedimento riguardava tre episodi legati allo spaccio: da un lato una cessione di hashish nella quale, secondo l’accusa, l’intermediazione sarebbe avvenuta tramite la stessa Greco dopo accordi telefonici presi da un coimputato; dall’altro un’ulteriore contestazione di detenzione ai fini di cessione di hashish, riferita a un episodio del 6 febbraio 2019, ritenuta collegata alla sostanza che la donna avrebbe ricevuto per poi destinarla a terzi.
L’esito: condanna per Muto, verdetto “misto” per Greco
All’esito della camera di consiglio, Giuseppe Muto è stato condannato a una pena complessiva di 3 anni e 10 mesi.
Per Carla Greco, invece, il collegio ha pronunciato due assoluzioni “perché il fatto non sussiste” in relazione a due episodi contestati, mentre per il terzo addebito è arrivata una condanna a 4 mesi per un singolo episodio di spaccio.
Il contesto dell’inchiesta
Il procedimento nasceva dall’attività investigativa che, nel settembre 2020, aveva portato a un blitz e a misure cautelari nei confronti di più indagati, con l’ipotesi di un giro di stupefacenti nel centro di Cosenza e con ulteriori contestazioni (tra cui, nel quadro generale, estorsione e violenza privata). Col passare del tempo, tra riti alternativi e definizioni di altre posizioni, il dibattimento è proseguito fino a riguardare – in questa fase finale – solo Muto e Greco, arrivando ora alla decisione di merito sulle loro responsabilità.

