La vicenda che vede contrapposti l’Istituto Casa Serena "Santa Maria di Loreto" di Cassano allo Ionio e i vertici della Regione Calabria si arricchisce di un capitolo di forviante durezza. Attraverso una lettera aperta, il Presidente del CdA Antonio Golia ha sollevato un velo su una gestione istituzionale che definisce paradossale, denunciando una strategia politica che sembrerebbe puntare al commissariamento dell’IPAB (Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza) nonostante la dichiarata trasparenza della sua amministrazione.

Il documento traccia un perimetro di "assedio" amministrativo che starebbe minando la stabilità di una realtà storica che, in quanto IPAB, svolge un ruolo sociale cruciale per il territorio. Il punto di innesco della polemica è il Decreto Dirigenziale n. 3981 del 13 marzo 2026, atto che mira alla costituzione di una lista per la nomina di commissari incaricati di verificare e trasformare le IPAB e le fondazioni calabresi. Golia evidenzia una contraddizione di fondo; mentre l'Assessore Pasqualina Straface manifesta un’attenzione senza precedenti verso l'Istituto, tale interesse si è tradotto solo in una successione frenetica di ispezioni che il Presidente definisce "a raffica". Questo attivismo regionale ha generato un clima di incertezza alimentato da chi avrebbe diffuso la notizia di un commissariamento già avvenuto, nonostante il CdA rimanga pienamente in carica.

L’onere di queste procedure è anche organizzativo. Il Presidente lamenta il costo in termini di lavoro per gli uffici, costretti a reperire una "miriade di documenti" per soddisfare richieste che si sovrappongono, impedendo di completare l'invio della documentazione precedente prima che ne arrivi una nuova. Nonostante ciò, Casa Serena rivendica di aver già fornito tutto il materiale necessario a dimostrare la propria regolarità, inclusi i bilanci dell'ultimo triennio, le piante organiche, i contratti di assunzione e i report sulla sicurezza e qualità. Uno degli aspetti più scottanti riguarda i rapporti di debito-credito con la Regione Calabria. Il Presidente contesta un comportamento ostruzionistico dell'ente regionale; la Regione, pur avendo usufruito di servizi per conto di Casa Serena, risulterebbe debitrice di centinaia di migliaia di euro. A rendere la situazione ancora più critica è la "beffa legale" subita che nel tentativo di recuperare queste somme, l'ente è stato condannato al pagamento di oltre 23.137 euro di spese legali all'Avvocatura Regionale, nonostante per gli stessi servizi altre strutture abbiano ricevuto il saldo dei costi.

A questa asfissia economica si aggiungono precise inadempienze burocratiche. Golia sottolinea come la Regione non provveda alla nomina del proprio rappresentante nel CdA e il Comune non designi il Revisore Unico, lasciando l'istituzione in un limbo operativo. Inoltre, mancano riscontri ufficiali dopo le visite di monitoraggio, che lasciano l'ente senza valutazioni formali da parte della Commissione Regionale.

La conclusione di Golia punta alla natura politica dello scontro. Egli intravede una "volontà smaniosa" di rimuovere l'attuale CdA e la sua figura di Presidente, citando pressioni subite persino in commissioni comunali presiedute da esponenti vicini all'Assessore. Il Presidente difende i risultati dell'Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza, richiamando sentenze del TAR che ne confermerebbero la correttezza, e ribadisce la volontà di difendere Casa Serena da attacchi percepiti come strumentali. L’obiettivo finale è ottenere una natura giuridica definita per l'istituto, uscendo dall'incertezza che attanaglia le IPAB calabresi da anni, ma rifiutando che tale processo avvenga attraverso manovre tese a screditare chi ha gestito la struttura in assenza di direttive regionali tempestive.