Il calcio italiano torna a fare i conti con una nuova bufera giudiziaria che investe il vertice del sistema arbitrale. Gianluca Rocchi, designatore di Serie A e Serie B, ha ricevuto un avviso a comparire dalla Procura di Milano nell’ambito di un’indagine per frode sportiva in concorso, mentre nelle stesse ore il quadro investigativo si è ulteriormente allargato, con altri nomi già emersi e ulteriori posizioni ancora coperte da riserbo.

La notizia ha avuto un effetto immediato anche sul piano sportivo e organizzativo: l’Aia ha affidato a Dino Tommasi, 50 anni, di Bassano del Grappa, l’incarico di designatore arbitrale ad interim per A e B fino al termine dell’attuale campionato. La nomina è stata presentata come una scelta di continuità in vista del finale di stagione e della finale di Coppa Italia.

Rocchi indagato, l’inchiesta si allarga

Secondo le ricostruzioni pubblicate oggi, l’indagine della Procura di Milano non si fermerebbe al solo Rocchi. Tra gli indagati già emersi figurano anche Andrea Gervasoni, supervisore Var, oltre agli assistenti Daniele Paterna, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Le notizie circolate in queste ore indicano inoltre che gli iscritti nel fascicolo potrebbero essere più numerosi rispetto ai cinque nomi finora diventati di dominio pubblico.

Il punto centrale dell’accusa, per quanto fin qui emerso dalle cronache, riguarda presunti condizionamenti nelle designazioni arbitrali e possibili interferenze nelle attività della sala Var in alcune gare della passata stagione. È però importante sottolineare che il quadro investigativo è ancora in evoluzione e che, allo stato, si è nella fase delle indagini preliminari.

Le partite finite sotto la lente

Le partite già entrate nel perimetro dell’inchiesta sarebbero diverse. Tra quelle citate dalle ricostruzioni giornalistiche ci sono Udinese-Parma, Bologna-Inter, la semifinale di ritorno di Coppa Italia Inter-Milan e Salernitana-Modena di Serie B. A queste si aggiunge anche un approfondimento su Inter-Verona 2023-24, con attenzione particolare all’episodio della gomitata di Bastoni a Duda, già molto discusso all’epoca.

Sempre secondo quanto riportato dalla stampa, gli investigatori starebbero cercando di chiarire anche il ruolo di altre persone “in concorso” e il possibile peso avuto da alcune presenze nella sede Var di Lissone, su cui la polizia giudiziaria avrebbe acquisito spese e rimborsi per ricostruire con precisione movimenti e accessi.

Il nodo Inter e la posizione dei dirigenti

Uno dei punti che stanno emergendo con maggiore attenzione riguarda il presunto interesse dell’indagine verso arbitri o designazioni ritenute, nell’ipotesi accusatoria, “gradite” all’Inter. Tuttavia, dalle ricostruzioni disponibili oggi risulta che l’Inter e i suoi dirigenti non siano indagati.