Il centravanti della compagine bizantino riassume un'annata complicata: «Non c'è stata alcuna rivoluzione perché abbiamo tutti messo da parte l'orgoglio e remato dalla stessa parte»
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Concede un po' di respiro il campionato di Eccellenza che si ferma per due settimane, in occasione del Torneo delle Regioni e della Pasqua. Ventisei giornate ormai alle spalle e quattro che mancano all'appello per completare la stagione. Un'annata che ha riservato tante sorprese, sconvolgendo anche le gerarchie di partenza.
Un'annata inaspettatamente complicata quella della Rossanese che si è trovata costantemente imprigionata nella zona bassa della classifica. Senz'altro la formazione bizantina era partita con ben altre aspettative, sia per blasone che per qualità della rosa. Il calcio però non è un algoritmo esatto e, il bello di esso, è anche trovare nuove risorse per adattarsi e raddrizzare in qualche maniera la stagione. E la Rossanese ha fatto proprio questo, per come ha potuto.
Rossanese, ostacoli e difficoltà
A raccontare il frastagliato cammino dei rossoblù ai microfoni di LaC News24 è stato Giacomo Bongiorno, il volto più emblematico di questi colori: «Sicuramente non è stata la stagione che ci aspettavamo. Eravamo partiti con obiettivi importanti, ma tra qualche episodio sfavorevole e qualche risultato immeritato a inizio stagione non siamo riusciti a trovare continuità. Quando perdi fiducia poi diventa tutto più complicato».
Sicuramente per una squadra come la Rossanese, abituata alle zone alte e quest'anno costruita per vincere, non è stato facile gestire questa situazione. Di conseguenza il processo di cambio-mentalità, inculcando dunque l'obiettivo salvezza, non è stato semplice ma allo stesso tempo doveva essere velocizzato: «Non è stato semplice, perché quando parti per vincere e poi ti ritrovi a dover lottare per salvarti, mentalmente è dura. Però il gruppo è stato bravo a compattarsi e a capire la situazione. Abbiamo messo da parte l’orgoglio e iniziato a pensare partita dopo partita, con più concretezza».
Obiettivo riscattarsi
In questi casi, quando le cose non vanno bene c'è sempre una sorta di rivoluzione, che sia l'allenatore o l'organico. Nel caso della Rossanese però non è stato così, a parte qualche cessione eccellente a dicembre e qualche arrivo per puntellare la rosa: «La società ha fatto una scelta precisa - continua l'attaccante - dare fiducia al gruppo. A dicembre sono stati fatti alcuni aggiustamenti, ma senza stravolgere tutto».
Parlando un attimo ai numeri, la Rossanese evidenzia una sorta di fragilità difensiva soprattutto nel primo tempo, dal momento che risulta essere tra le squadre con più reti incassate nella prima frazione. Ecco la spiegazione di Bongiorno: «Probabilmente nei primi tempi ci è mancato un po’ di approccio e concentrazione. Spesso siamo partiti troppo ‘morbidi’ o abbiamo pagato subito qualche episodio». Ora nn resta altro che proiettarsi alla prossima stagione che, come afferma il centravanti, sarà quella del riscatto: «L’obiettivo è sicuramente riscattarsi. Questa stagione deve servirci da lezione. Ripartiremo con più consapevolezza e voglia di dimostrare il nostro valore. Una piazza come la Rossanese merita di stare in alto».

