Mercoledì 2 luglio alle 20.45 l'Accademia ARTEA propone un'opera di teatro civile dedicata a Pier Paolo Pasolini. Sul palco un'indagine sul pensiero e sulle vicende giudiziarie di uno degli intellettuali più controversi del Novecento
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
Un viaggio teatrale nella figura di Pier Paolo Pasolini, tra arte, impegno civile e vicende giudiziarie che hanno segnato la sua vita. È quanto propone "33 Processi", lo spettacolo scritto e diretto da Barbara Bruni, in programma mercoledì 2 luglio alle 20.45 al Palacultura "Giovanni Paolo II" di Rende, nell'ambito delle iniziative dell'Accademia ARTEA.
L'opera affronta il percorso umano e intellettuale dello scrittore, poeta e regista friulano attraverso il linguaggio del teatro civile e di ricerca, prendendo spunto dai trentatré procedimenti giudiziari che lo videro coinvolto nel corso della sua esistenza.
L'obiettivo dello spettacolo è restituire un ritratto complesso di Pasolini, evitando letture celebrative o pregiudiziali. La drammaturgia di Barbara Bruni punta infatti a indagare il pensiero e le contraddizioni di un autore che, a cinquant'anni dalla morte, continua a interrogare il presente con le sue riflessioni sulla società, sul potere, sulla cultura e sulla libertà di espressione.
Lo spettacolo si avvale dell'assistenza alla regia di Dave Luigi De Marco e della consulenza storico-cinematografica di Antonio Malfitano, contribuendo a ricostruire il contesto storico e culturale nel quale maturarono le opere e le battaglie civili di Pasolini.
L'appuntamento è fissato per il 2 luglio alle ore 20.45 al Palacultura "Giovanni Paolo II" di Rende. Le prenotazioni sono già aperte.

