La presidente di ANGSA Cosenza plaude alle iniziative di Regione e Asp, ma avverte: «Nei progetti di inclusione socio-lavorativa non dovranno esserci discriminazioni per età e livello di gravità del disturbo»
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La sensazione è che al di là delle Giornate celebrative (il 2 aprile è quella dedicata ai disturbi dello spettro autistico), e delle conferenze stampa con cui si annunciano nuovi progetti, le famiglie con persone autistiche rimangano sempre lì, giorno e notte, con amore e dedizione, a prendersi cura dei propri cari, senza che questo impegno riceva la giusta attenzione e il doveroso riconoscimento.
Ogni volta che le istituzioni si occupano di autismo, genitori sempre più stanchi sperano che i timori per il futuro dei propri figli (il cosiddetto “Dopo di Noi”) possano diradarsi. Le aspettative (adesso) sono rivolte anche ai Centri polivalenti, previsti dalle linee guida recentemente approvate dalla Regione Calabria.
Caterina Spadafora - presidente di ANGSA Cosenza - è abituata da sempre a non farsi troppe illusioni, ma concede un’apertura di credito: «L’accoglienza deve avvenire senza limiti di età, e anche le persone con disturbo autistico grave hanno diritto ad essere inseriti in progetti di inclusione socio-lavorativi adeguati alle loro condizioni».
La scuola rappresenta una sorta di “isola felice”, una dimensione reale nella quale ogni singola persona con disturbo dello spettro autistico è in grado di ritagliarsi uno spazio, ed essere riconosciuta. Al compimento del diciottesimo anno, con l’ingresso nell’età adulta, si precipita in un limbo - una sorta di non luogo - che risucchia l’esistenza: «I nostri figli non hanno più un ruolo nella società e, spesso, la loro vita si consuma tra le quattro mura di casa».
Alla vigilia della Giornata internazionale sull’autismo, anche l’Azienda provinciale di Cosenza ha fatto sentire la propria voce, attraverso la programmazione di una serie di iniziative che prevedono il coinvolgimento delle famiglie: «Sin dal momento della diagnosi, i genitori hanno difficoltà nel capire a chi rivolgersi. Il Sistema sanitario pubblico deve prendere in carico la persona autistica dal momento della diagnosi al fine vita. L’auspicio è che l’Asp sia finalmente in grado di accogliere le richieste di assistenza che arrivino da tutto il territorio. Considerato che in Calabria le strutture accreditate sono pochissime, le famiglie sono costrette a rivolgersi al privato, sostenendo costi altissimi. Un lusso che non tutti possono permettersi».
La sezione di Cosenza di ANGSA ha organizzato per sabato 18 aprile con inizio alle ore 15 in piazza dei Bruzi la manifestazione dal titolo “Guardami con nuovi occhi”: una passeggiata solidale insieme con ragazzi, famiglie e istituzioni che ha lo scopo di abbattere le barriere dell’indifferenza, promuovendo una cultura dell’accoglienza del prossimo, anche se portatore di diverse abilità comunicative.


