Il tenente colonnello del Regio esercito fu fatto prigioniero e caricato su un treno dal quale fortunatamente riuscì a scappare: il ricordo del figlio Carlo, presidente della sezione ANPI di Cosenza
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«Se mio padre non fosse riuscito a scappare da quel treno, io forse oggi non sarei qui». Carlo Antonante è presidente della sezione cosentina dell’ANPI inaugurata nel luglio del 2023 e intitolata a suo fratello Antonello, anche lui (in fondo) considerato a ragione “un rivoluzionario”. «Combatté per uno spazio culturale libero e aperto - ricorda Carlo - fondando il Teatro dell’Acquario, divenuto patrimonio culturale collettivo».
Il padre Umberto, invece, era un tenente colonnello dell’Esercito Regio italiano. Dopo la firma dell’armistizio e la resa degli italiani agli anglo-americani, voltò le spalle al regime fascista e fu fatto prigioniero. Caricato su un convoglio diretto ai campi di concentramento nazisti, riuscì a darsi alla fuga e si unì alla lotta partigiana. Carlo Antonante custodisce gelosamente “l’attestato di patriota” che gli venne rilasciato, e nel quale si legge:
"Nel nome dei governi delle nazioni unite ringraziamo Antonante Umberto di avere combattuto il nemico sui campi di battaglia, militando nei ranghi dei Patrioti tra quegli uomini che hanno portato le armi per il trionfo della libertà, svolgendo operazioni offensive, compiendo atti di sabotaggio, fornendo informazioni militari. Col loro coraggio e la loro dedizione, i patrioti italiani hanno contribuito validamente alla liberazione e alla grande causa di tutti gli uomini liberi. Nell’Italia rinata, i possessori di questo attestato saranno acclamati come Patrioti, che hanno combattuto per l’onore e la libertà”.
Il 25 aprile 1945, dopo che gli alleati avevano superato il Po, i soldati tedeschi e i repubblichini di Salò cominciarono la ritirata. A Milano era stato proclamato uno sciopero generale, annunciato alla radio “Milano Libera” da Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica, allora partigiano e membro del Comitato di Liberazione Nazionale. Con voce ferma Pertini disse: “Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”.
In occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, la sezione ANPI di Cosenza ha organizzato un calendario di eventi che ha avuto inizio lo scorso 10 aprile e terminerà il prossimo 11 maggio. Il titolo “Resistenze oltre il ponte 2026” è un omaggio alla canzone scritta da Italo Calvino, in cui un ex partigiano narra alla giovane figlia le sue avventure di guerra. Questo il testo:
O ragazza dalle guance di pesca
o ragazza dalle guance d'aurora
io spero che a narrarti riesca
la mia vita all'eta` che tu hai ora.
Coprifuoco, la truppa tedesca
la citta` dominava, siam pronti:
chi non vuole chinare la testa
con noi prenda la strada dei monti.
Avevamo vent'anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch'e` in mano nemica
vedevam l'altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent'anni la vita e` oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l'amore.
Silenziosa sugli aghi di pino
su spinosi ricci di castagna
una squadra nel buio mattino
discendeva l'oscura montagna.
La speranza era nostra compagna
a assaltar caposaldi nemici
conquistandoci l'armi in battaglia
scalzi e laceri eppure felici.
Avevamo vent'anni...
Non e` detto che fossimo santi
l'eroismo non e` sovrumano
corri, abbassati, dai corri avanti!
ogni passo che fai non e` vano.
Vedevamo a portata di mano
oltre il tronco il cespuglio il canneto
l'avvenire di un giorno piu' umano
e piu' giusto piu' libero e lieto.
Avevamo vent'anni...
Ormai tutti han famiglia hanno figli
che non sanno la storia di ieri
io son solo e passeggio fra i tigli
con te cara che allora non c'eri.
E vorrei che quei nostri pensieri
quelle nostre speranze di allora
rivivessero in quel che tu speri
o ragazza color dell'aurora.
Avevamo vent'anni…
Italo Calvino denunciava come i giovani dell’epoca fossero poco interessati alla storia. Una preoccupazione che il presidente della sezione cosentina di ANPI Carlo Antonante condivide appieno: «Ricordare il sacrificio dei partigiani è fondamentale, così com’è importante contribuire a formare le coscienze delle nuove generazioni e tutelare la nostra Costituzione. La parte oscura degli esseri umani è sempre dietro l’angolo, e questo non dobbiamo dimenticarlo mai».


