NurSind chiede un cronoprogramma per infermieri, autisti di ambulanza e operatori tecnici dopo il riordino del servizio: «Non è più sostenibile una condizione di incertezza»
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Resta ancora da definire la collocazione organizzativa del personale del 118 che, dopo la riorganizzazione regionale del servizio di emergenza-urgenza, ha scelto di rimanere alle dipendenze dell’Asp di Cosenza senza transitare in Azienda Zero Calabria.
A sollevare nuovamente la questione è la segreteria provinciale NurSind Cosenza, che con una nota indirizzata al direttore generale dell’Asp, Vittorio Sestito, e per conoscenza al direttore generale di Azienda Zero Calabria, Gandolfo Miserendino, chiede un intervento urgente per superare quella che definisce una situazione di «incertezza organizzativa, professionale ed economica».
A firmare la comunicazione il segretario aziendale di Cariati, Corigliano Rossano e San Giovanni in Fiore, Nicodemo Capalbo.
Il nodo riguarda infermieri, autisti di ambulanza e operatori tecnici già impegnati nel servizio 118 che hanno esercitato la scelta di permanere nell’Asp di appartenenza. Secondo il sindacato, questa permanenza rende però necessario definire con chiarezza la loro nuova collocazione: struttura di riferimento, unità operativa o servizio di assegnazione, sede ordinaria, decorrenza e modalità operative.
«Una condizione di attesa non più sostenibile»
Per NurSind, infatti, a oggi non sarebbe stata formalizzata una sede certa né un percorso definito di ricollocazione. Una situazione che, secondo l’organizzazione sindacale, sta producendo «disagi personali, professionali ed economici» e una condizione di attesa che «non è più sostenibile».
Il sindacato precisa che il personale non intende sottrarsi agli obblighi di servizio, ma chiede che venga individuata una collocazione stabile e coerente con il proprio profilo professionale e con le competenze maturate.
Da qui la richiesta all’Asp di predisporre e comunicare formalmente un cronoprogramma di ricollocazione, indicando per ciascun lavoratore le strutture, le unità operative o i distretti di destinazione, oltre alle relative decorrenze e modalità operative.
Chiesta anche chiarezza sul trattamento economico
Tra i punti sollevati da NurSind c’è anche quello economico. Il sindacato chiede una verifica individuale delle condizioni di servizio, soprattutto nei casi di assegnazione al di fuori della sede di riferimento, per accertare l’eventuale spettanza di indennità di trasferta, rimborsi spese e altri istituti previsti dal contratto collettivo.
La richiesta riguarda anche eventuali somme già maturate e non riconosciute.
Particolare attenzione viene inoltre posta sulla tutela dell’inquadramento professionale. Le eventuali nuove assegnazioni, sottolinea il sindacato, dovranno rispettare profilo, mansioni e competenze del personale, evitando demansionamenti o penalizzazioni economiche non giustificate.
NurSind chiede un incontro urgente
La segreteria provinciale chiede infine l’apertura di un confronto sindacale prima dell’adozione di ulteriori provvedimenti organizzativi che possano incidere sulle condizioni di lavoro del personale coinvolto.
La richiesta arriva attraverso una formale diffida all’Asp di Cosenza, alla quale viene chiesto di fornire un riscontro scritto, puntuale e motivato entro sette giorni dal ricevimento della nota, indicando le iniziative già adottate e quelle programmate.
In assenza di una risposta ritenuta adeguata, o qualora dovessero permanere le condizioni di incertezza denunciate, NurSind annuncia la possibilità di intraprendere «ogni ulteriore iniziativa sindacale e legale nelle sedi competenti».
L’obiettivo dichiarato dal sindacato è arrivare a una soluzione organizzativa che consenta di garantire, da un lato, maggiore serenità al personale e, dall’altro, continuità ed efficienza nell’erogazione dei servizi sanitari.

