Una piazza emotivamente coinvolta, centinaia di persone e un abbraccio collettivo che ha restituito a Flavio Stasi la vicinanza espressagli già nei giorni più difficili. La manifestazione a sostegno del sindaco di Corigliano Rossano si è svolta questa sera in piazza Bernardino Le Fosse, trasformando un'iniziativa nata spontaneamente durante il periodo degli arresti domiciliari in un momento pubblico di solidarietà, fiducia e partecipazione.

Accanto ai cittadini, agli amici e ai sostenitori, sono arrivati esponenti politici del centrosinistra e numerosi amministratori provenienti da diversi comuni della provincia di Cosenza. Una presenza che ha accompagnato il ritorno di Stasi alla dimensione pubblica e istituzionale, dopo otto giorni trascorsi agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta “Ginestra” e la successiva decisione del gip di revocare la misura cautelare.

La manifestazione era stata pensata quando il sindaco si trovava ancora ai domiciliari. A promuoverla non sono stati organismi politici o soggetti istituzionali, ma persone comuni che avevano deciso di ritrovarsi ugualmente in piazza, indipendentemente dall'evoluzione della vicenda giudiziaria. È stato lo stesso Stasi, prendendo la parola davanti alla piazza, a raccontare il peso dei giorni appena trascorsi e quanto la vicinanza ricevuta abbia inciso sulla sua capacità di affrontarli.

«Vi assicuro che quelli che sono passati sono stati i giorni più lunghi e più bui della mia vita. Se non ci fosse stata questa fiducia, questa vicinanza che potevo soltanto leggere, non so se avrei avuto la stessa forza, sinceramente». Parole che hanno fotografato la sfera personale di un'esperienza che, per il sindaco, si è inevitabilmente intrecciata con il rapporto costruito negli anni con la città. Un rapporto che Stasi ha richiamato più volte, rimarcando la ferma posizione assunta dalla comunità.

Stasi e il sostegno alle forze dell’ordine contro la criminalità

Il passaggio centrale del suo intervento ha riguardato soprattutto la posizione mantenuta sull'azione dello Stato contro la criminalità organizzata. Nonostante la vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto, Stasi ha voluto ribadire senza esitazioni il sostegno all'operazione antimafia sul territorio, distinguendo nettamente la propria posizione personale dalla necessità di contrastare le cosche. «Quello che ho detto anche in quei momenti bui è che noi eravamo, siamo e saremo sempre contenti quando lo Stato e la Procura Antimafia agiscono sul nostro territorio e quando lo Stato agisce contro la criminalità organizzata. Questo - ha sentenziato - lo dobbiamo ribadire con chiarezza, senza ambiguità».

Concetti che il sindaco aveva già sostenuto anche nel corso della trasmissione “Dietro i fatti” in onda su LaC dopo l'alleggerimento della propria posizione cautelare. Stasi ha ricordato che la sua storia amministrativa e personale è sempre stata caratterizzata da una presa di posizione esplicita contro la criminalità organizzata, richiamando anche il consenso ricevuto alle due elezioni consecutive che lo hanno portato alla guida del Comune. «Se c'è una cosa che ha dato a voi la certezza che probabilmente quel piccolo pezzo di quello che è accaduto quel giorno non esattamente solido, è perché nella mia vita ho sempre detto con chiarezza da che parte stavo - ha ribadito -. Questa città ha sempre deciso da che parte stare e lo ha fatto anche quando mi ha scelto come sindaco per due volte consecutive».

La solidarietà bipartisan e le risposte a Bignami e Lollobrigida

Il sindaco ha poi voluto ringraziare non soltanto Corigliano Rossano, ma anche quanti, dalla Calabria e fuori dalla Calabria, gli hanno fatto arrivare attestazioni di vicinanza. In primis quello del presidente della Regione Roberto Occhiuto. Ha quindi sottolineato il valore sul palco e in piazza della presenza di numerosi amministratori, evidenziando quanto possa essere difficile, soprattutto in una fase delicata, assumere pubblicamente una posizione di solidarietà.

Nel suo intervento non è mancato un riferimento alle dichiarazioni provenienti da esponenti nazionali di Fratelli d'Italia, con un richiamo diretto ai messaggi del capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami e del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Senza citare nuovamente i loro nomi, il sindaco ha parlato dei due interventi che, a suo giudizio, hanno superato il limite della critica politica, finendo per coinvolgere un'intera comunità e la Calabria. «Sono stati pochi i messaggi stonati, a dire la verità, probabilmente due - ha detto masticando amaro -. A loro voglio dire una cosa: non hanno provato a diffamare una persona, perché di fatto di questo si tratta, ma hanno provato a diffamare una comunità e una regione intera con le loro parole».

Stasi ha quindi spostato il confronto sul terreno dell'attività amministrativa e dell'antimafia quotidiana, rivendicando il lavoro svolto nel contrasto alla criminalità organizzata. Un lavoro che, secondo il primo cittadino, non può essere ridotto alle dichiarazioni pubbliche, ma si misura nelle decisioni, negli atti e nella gestione concreta delle istituzioni. «Ci sarà il tempo di dare qualche lezione su come all'interno degli enti comunali si fa l'antimafia tutti i giorni, con gli atti amministrativi e con la lotta quotidiana - ha aggiunto levandosi qualche sassolino dalla scarpa -. Non parlo soltanto del Comune di Corigliano Rossano, ma di quello che fanno tanti sindaci di questo territorio e della Calabria».

E ancora, rivolgendosi idealmente ai rappresentanti politici nazionali: «Non hanno la più pallida idea di cosa significhi governare un Comune, farlo a testa alta, in maniera onesta e pulita, lottando quotidianamente contro la criminalità organizzata. Un qualsiasi mio collega potrebbe dare a quei signori soltanto lezioni su quello che è stato fatto».

La parte finale del discorso è stata dedicata al futuro amministrativo. Stasi ha chiarito che quanto accaduto non determinerà cambiamenti nel percorso politico e nel programma di governo della città. Gli otto giorni appena trascorsi, ha spiegato, hanno richiesto una pausa necessaria per recuperare equilibrio e serenità, ma non hanno modificato le priorità dell'amministrazione. «Qualcuno dice che adesso si modifica il percorso politico – ha chiosato -. Non si modifica niente, perché abbiamo un sacco di cose da fare, un sacco di cose da continuare a costruire e da chiudere. Lo facciamo tutti insieme, perché io non ho visto assenze, lo dico con grande chiarezza».

Stasi e l’inchiesta “Ginestra”

Anche sul rapporto con le istituzioni e con la magistratura, Stasi ha confermato la fiducia già espressa nei giorni precedenti. Ha ricordato di essersi presentato all'interrogatorio insieme ai propri avvocati, scegliendo di riferire quanto sapeva sull'attività amministrativa svolta e sulle iniziative intraprese contro le cosche coinvolte nell'operazione «Ginestra». «Noi continuiamo ad avere fiducia nelle istituzioni e anche nella giustizia, come l'abbiamo sempre avuta - ha spiegato dal palco -. Quando siamo andati all'interrogatorio abbiamo deciso, insieme agli avvocati, di dire semplicemente le cose come stavano».

«Se da domani riuscirò a tornare ai miei impegni con la stessa forza, o forse ancora più forte di prima, è proprio grazie a questa piazza, grazie a migliaia di messaggi, ai post, agli articoli, a tutte le persone di questa città che dal primo giorno hanno capito quello che era successo e si sono schierate dalla mia parte. Fino al 28 ottobre ho lavorato giorno e notte per questa comunità, per questa città e per la mia regione. Da domani continuerò a farlo ancora con maggiore forza».