Dopo le devastazioni provocate dai cicloni che si sono abbattuti su Calabria e Sicilia, fissata un’importante assemblea a La Base: «Drenare i miliardi per un’opera inutile su ciò che rende fragili i territori»
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«Il ciclone Harry, così come i recentissimi eventi climatici estremi che hanno colpito la provincia di Cosenza e il centro-nord della Calabria, rivelano ciò che ormai è chiaro a tutte e a tutti: i nostri territori sono fragili, sacrificabili e mal amministrati. Il dissesto idrogeologico non risparmia nessuno». Così in una nota gli attivisti de La Base che annunciano per sabato 28 febbraio 2026 alle ore 17 un’importante assemblea.
Presso l’abituale ritrovo in via Macallè a Cosenza, insieme agli attivisti e alle attiviste No Ponte di Messina di Messina e Reggio Calabria, discuteranno collettivamente per prendere posizione e rafforzare, organizzandola, l’opposizione al “modello Ponte di Messina”. «Piccoli e grandi centri del Sud Italia, abbandonati a frane e allagamenti d’inverno e alla siccità estrema d’estate - dicono - stanno diventando luoghi in cui è sempre più difficile vivere».
«Ma questi territori sono resi invivibili anche dalla carenza sistematica di servizi, con una sanità pubblica sempre più impoverita che produce morti evitabili, l’acqua che manca in gran parte dei comuni a causa di infrastrutture obsolete e strade principali ridotte a mulattiere che mettono quotidianamente a rischio la sicurezza di chi le percorre. In questo quadro drammatico - evidenziano da tempo - il Ponte sullo Stretto di Messina rappresenta il simbolo della speculazione e dello sfruttamento del Meridione».
Nella nota diffusa alla stampa parlano di «un’opera inutile e ambientalmente devastante, progettata dal governo Meloni-Salvini con il supporto della giunta Occhiuto per elargire miliardi alle solite mega-aziende private e come trovata mediatica da agitare in televisione per dire che si sta facendo qualcosa per il Sud». «Ma calabresi e siciliani - sostengono - hanno le idee ben chiare e non cadono più in questa solita trappola. Qui le priorità sono altre, ospedali, lavoro, servizi pubblici».
«Ancora una volta, Governo dopo Governo, arriva la conferma di come per il Sud esista un progetto molto chiaro, fatto di sfruttamento, estrazione di forza lavoro e di risorse e turismo di massa concentrato in un solo mese all’anno. Toglierci tutto, senza darci nulla in cambio» la chiosa dell’intervento degli attivisti bruzi. Appuntamento, pertanto, a sabato pomerigigo.


