«A Castrolibero la contraddizione è sotto gli occhi di tutti. Quando si parla di servizi essenziali, il mantra è sempre lo stesso: equilibrio di bilancio, copertura dei costi, sostenibilità. Tradotto: aumenti. E a pagarli sono le famiglie».

È quanto sostiene Dina Fragale, esponente della lista “Cambia-Menti”, che interviene sul tema delle tariffe per mensa e trasporto scolastico.

«Succede con la mensa e con il trasporto scolastico, diventati ormai voci sempre più pesanti nei bilanci domestici. Eppure, basta entrare nel merito del sistema introdotto con la delibera di Giunta n. 4 del 9 gennaio 2025 per capire dove si annida il problema.

Sulla carta esiste una progressività: esenzione fino a 2.000 euro di ISEE, poi due fasce intermedie e infine la cosiddetta “fascia alta”. Nella realtà, però, gli scaglioni si concentrano su livelli di reddito già bassi, comprimendo il carico proprio su chi ha meno margine. Il passaggio è rapido: si esce dall’esenzione e in poco tempo si arriva a pagare fino a 86 euro per la mensa e 40 per il trasporto.

Il nodo sta nella definizione stessa di “fascia alta”. A Castrolibero scatta già sopra i 13.000 euro di ISEE. Una soglia che, nei fatti, non distingue tra chi fatica ad arrivare a fine mese e chi dispone di redditi ben più consistenti. Famiglie con situazioni economiche profondamente diverse finiscono così per essere trattate allo stesso modo.

È qui che emerge la criticità più evidente: l’assenza di una reale progressività. Chi si colloca nel segmento medio-basso, e non accede a esenzioni, si trova a sostenere costi pieni senza beneficiare di alcun correttivo.

Il Comune richiama il senso di responsabilità quando interviene sulle tariffe. Ma quello stesso principio sembra venir meno quando si tratta di altre spese, raccontate invece come investimenti strategici o scelte di visione.

Due pesi, due misure.

Il risultato è che i servizi essenziali diventano un costo da trasferire sui cittadini, mentre altrove la spesa pubblica viene giustificata in nome dello sviluppo. Il punto non è negare la complessità dei bilanci, ma capire su chi ricade davvero il peso delle decisioni.

E a Castrolibero, ancora una volta, sono le famiglie a pagare il conto.

Mensa e trasporto non sono servizi accessori: sono diritti.

E i diritti non possono essere trattati come una voce da aumentare.

In vista delle prossime elezioni del 24 e 25 maggio, la scelta si gioca anche su questo: continuità o discontinuità rispetto a un modello di gestione che dura da decenni.

Castrolibero può cambiare. Sta ai cittadini decidere».