Una nuova crisi idrica sta attanagliando Cosenza e il suo hinterland. Si tratta della classica goccia che fa traboccare il vaso di uno scontro politico ben più ampio. Il consigliere regionale Francesco De Cicco ha lanciato un vibrante atto d'accusa contro la Giunta guidata da Roberto Occhiuto e i vertici di Sorical, denunciando una sistematica disattenzione verso la città bruzia. Dagli investimenti sull'acqua alla sanità, fino alle opere viarie bloccate e alla gestione dei sostegni contro il carovita, il quadro tracciato prefigura un caldo scenario d'attacco in vista della prossima campagna elettorale per le amministrative di maggio.

Per il leader dei Democratici Progressisti Meridionalisti il tema dell'erogazione dell'acqua nel capoluogo e nei comuni limitrofi rappresenta ormai un'emergenza cronica e ciclica, con un impatto devastante sul tessuto urbano e sulla vita quotidiana dei cittadini. Mentre la rete locale collassa sotto il peso di decenni di mancata manutenzione, le risorse per l'ammodernamento delle infrastrutture sembrano seguire rotte privilegiate verso altri capoluoghi di provincia.

«È iniziato da qualche settimana il razionamento del servizio idrico - ha attacco Francesco De Cicco -. Succede ogni anno: l'anno scorso la crisi è durata da fine agosto fin dopo Natale. I cittadini stanno già soffrendo per una rete che fa acqua da tutte le parti. Ieri la Giunta ha approvato 35 milioni di euro destinati a Catanzaro per riqualificare un potabilizzatore, un serbatoio e le condotte. Quando si fanno cose buone per la Calabria dobbiamo essere felici, ma a Cosenza non è stato fatto niente. È un segnale politico negativo e non equilibrato». «Inoltre il direttore di Sorical è di Catanzaro» ha tuonato dando nuove letture al quotidiano derby tra i due centri calabresi.

Disservizi quotidiani nei quartieri e le soluzioni per la rete idrica di Cosenza

I disagi provocati dai continui distacchi idrici si avvertono con durezza a seconda delle aree cittadine. De Cicco denuncia che nelle zone alte di via Popilia e a Serra Spiga la fornitura viene sospesa già in mattinata o nel primo pomeriggio, mentre nel centro cittadino l'acqua resta disponibile solo in una ristretta finestra tra le nove e le undici. Secondo il consigliere regionale, per superare la crisi a Cosenza non servono progetti irrealizzabili o proclami della politica dell'ultimo minuto, ma l'immediato sblocco delle opere strutturali già esistenti e pronte all'uso.

«La politica è morta a Cosenza, lo dimostrano i politici sia di destra che di sinistra perché nessuno parla. Ci sono solo due soluzioni - ha tuonato - la riqualificazione della rete interna di Cosenza e la messa in funzione del potabilizzatore di Piano Lago, che porterebbe 80 litri al secondo dando una grande mano alla città e alla zona sud, da Rogliano a scendere. Ho fatto un'interrogazione e ne ho discusso in commissione, ma ad oggi non è stato fatto nulla. Sto aspettando che vengano spesi quei 79 milioni di euro che spettano alla nostra provincia, ma intanto la Regione sceglie di partire da altre parti».

Sanità e viabilità: il gap tra Cosenza, Rende e la vicenda di via 24 Maggio

Il dossier idrico è solo una tessera di un mosaico di presunte sperequazioni che riguardano la sanità e le opere pubbliche strategiche per il territorio cosentino. A pesare è il confronto diretto con le realtà limitrofe e la paralisi amministrativa su snodi viari nevralgici della città.

Mentre gli interventi nell'area industriale e urbana di Rende avanzano con rapidità, le grandi opere destinate a Cosenza rimangono impantanate nella burocrazia. Un immobilismo che De Cicco riscontra anche nella gestione dei collegamenti urbani principali. «Il fallimento della politica sta nei fatti: i 48 milioni di euro destinati all'ospedale Annunziata non vengono appaltati, mentre a Rende si procede spediti per il nuovo Policlinico».

«Stessa storia per le infrastrutture – aggiunge - sono oltre dieci anni che si parla dello svincolo di Cosenza senza esito, mentre per Rende Settimo i lavori sono stati appaltati in soli sei mesi. Ben vengano queste opere, non sono contrario, ma Cosenza sta morendo. Anche sulle due varianti di via 24 Maggio, indispensabili per la città, continuano a dirmi che non si possono fare, nonostante io sia andato più volte in Regione a parlare con i dirigenti per dimostrare il contrario. Continuano a farmi passare per matto pur di non fare le cose».

La sfida al centrodestra per le elezioni

Nel suo intervento, il consigliere regionale estende la critica anche all'ambito economico e al sostegno alle famiglie e agli agricoltori colpita dai rincari, evidenziando una scarsa reattività della Giunta regionale calabrese rispetto alle misure adottate nelle regioni vicine.

«Guardiamo le risposte sul caro vita - ha evidenziato -. La Regione Calabria per la crisi ha dato solo 15 milioni di euro, a differenza di quanto fatto per esempio in Puglia che ha stanziato ben 60 milioni per gli agricoltori. Poi vediamo i politici che vanno a fare le passerelle e le proteste fittizie, senza dire chi sono i veri colpevoli. Chi governa la Regione e il Paese deve assumersi le proprie responsabilità di fronte ai cittadini senza prendere in giro le persone».

L'accumulo di ritardi e disservizi su acqua, sanità e trasporti sembra destinato a diventare la trincea principale dello scontro politico per il rinnovo dell'amministrazione comunale. De Cicco chiude il suo affondo lanciando un chiaro avvertimento ai rappresentanti locali della maggioranza e ai vertici della Regione.

«Questa politica fa solo parole e passerelle, sia a destra che a sinistra. Voi del centrodestra e della Giunta dovrete dare conto ai cosentini a maggio durante le elezioni. Non sapete nemmeno dove si trovano i quartieri della città, non conoscete Serraspiga Alta, Episcopani o il terzo lotto di via Popilia: non potete pretendere di rilanciare Cosenza se non sapete nemmeno dove vivono i cittadini. La città è stata tradita sull'acqua, sull'ospedale e sullo svincolo. Ci vediamo alle urne» ha avvertito. Non dicendo però in che vesti: da candidato a sindaco o no?