Un sabato pomeriggio di sangue nel cuore di Modena. Lungo via Emilia Centro, una delle strade simbolo della città, un’auto lanciata a forte velocità ha travolto diversi pedoni, colpendo anche una bicicletta e finendo la propria corsa contro la vetrina di un negozio. Il bilancio, ancora legato alle prime ricostruzioni sanitarie e investigative, parla di otto feriti, cinque donne e tre uomini, con quattro persone in condizioni gravi. Tra loro c’è una donna di 55 anni che, dopo essere stata schiacciata nell’impatto, ha perso entrambe le gambe.

Alla guida della vettura c’era Salim El Koudri, 31 anni, cittadino italiano di origine marocchina, nato in provincia di Bergamo e residente nel Modenese. Secondo le prime informazioni, sarebbe incensurato, laureato in Economia e in passato sarebbe stato in cura psichiatrica. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il profilo dell’uomo e, soprattutto, il movente di un gesto che ha lasciato la città sotto choc.

La corsa sul marciapiede e l’impatto contro la vetrina

Secondo le prime testimonianze, l’auto avrebbe imboccato via Emilia Centro a velocità molto sostenuta, puntando verso il marciapiede e investendo chi si trovava lungo la strada. Alcuni presenti hanno raccontato di avere visto la vettura accelerare all’improvviso e le persone finire a terra dopo l’urto. Una scena durata pochi secondi, ma sufficiente a trasformare il centro storico in un luogo di panico, tra urla, soccorsi e passanti in fuga.

Il sindaco Massimo Mezzetti, arrivato sul posto poco dopo l’accaduto, ha parlato di un episodio di estrema gravità. «Dobbiamo capire cosa c’è dietro questo atto», ha detto, spiegando che dalle immagini delle telecamere comunali si vedrebbe l’auto procedere a forte velocità, colpire i pedoni e poi terminare la corsa contro un esercizio commerciale. «Qualunque cosa sia stata, è gravissima. Se si trattasse di un attacco, sarebbe ancora più grave».

Il quadro sanitario restituisce la durezza dell’impatto. A Baggiovara sono stati ricoverati una 53enne e una 69enne in condizioni gravi, oltre a un 69enne meno grave. Al Maggiore di Bologna si trovano la donna di 55 anni, la ferita più grave, e un uomo di 52 anni: entrambi sono stati portati in Rianimazione. Altre tre persone, una 27enne, una 71enne e un 47enne, sono state trasferite al Policlinico di Modena in condizioni non gravi.

Il coltello, la fuga e l’intervento dei cittadini

Dopo lo schianto, il 31enne è sceso dall’auto e ha tentato di allontanarsi. In mano, secondo le testimonianze raccolte sul posto, aveva un coltello. Su questo punto le prime ricostruzioni non sono perfettamente sovrapponibili: alcune fonti parlano di un passante accoltellato mentre cercava di fermarlo, altre riferiscono di un tentativo di aggressione senza feriti da arma bianca. Resta il fatto che l’uomo è stato inseguito e bloccato da alcuni cittadini prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Tra loro c’era anche Luca Signorelli, che ai cronisti ha raccontato quei momenti con la testa ancora sporca di sangue: «Mentre tento di soccorrere la signora con le gambe amputate, lui scappa. Quindi l’ho inseguito, nel frattempo altre quattro o cinque persone mi sono venute dietro. È sparito dietro una pila di macchine e poi è risaltato fuori con un coltello in mano».

Il sindaco ha ringraziato pubblicamente i cittadini intervenuti. «Voglio ringraziare queste persone», ha detto Mezzetti. «L’uomo era anche armato di coltello, hanno avuto coraggio e grande senso civico. Il mio ringraziamento forte va a loro in questo drammatico momento». Un intervento rischioso, avvenuto mentre la zona veniva isolata, i feriti venivano soccorsi e la polizia prendeva in consegna il 31enne.

Le reazioni politiche e il nodo del movente

La notizia ha raggiunto rapidamente il governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha seguito la vicenda in contatto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e con il sottosegretario con delega alla sicurezza Alfredo Mantovano. «Quanto accaduto a Modena è gravissimo», ha scritto la premier, esprimendo solidarietà ai feriti e alle famiglie e ringraziando cittadini, soccorritori e forze dell’ordine.

Il vicepremier Matteo Salvini ha scelto una lettura politica immediata, indicando sui social il nome del fermato e definendolo «criminale di seconda generazione». «Non ci può essere nessuna giustificazione per un delitto così infame», ha scritto il leader della Lega. Una presa di posizione che ha acceso il dibattito anche sul piano nazionale, mentre gli investigatori non hanno ancora definito pubblicamente il movente.

Dall’opposizione sono arrivate parole di vicinanza alla città e ai feriti. La segretaria del Pd Elly Schlein ha espresso solidarietà alla comunità modenese, ai familiari delle persone coinvolte e ai soccorritori. Giuseppe Conte ha parlato di «ignobile aggressione», chiedendo che il responsabile risponda delle proprie azioni.

Gli echi internazionali

La vicenda ha superato in poche ore i confini italiani. Reuters ha rilanciato la notizia parlando di otto feriti e quattro persone in condizioni gravi, sottolineando che il conducente è stato arrestato e che non vi sarebbero ulteriori pericoli per la popolazione. Ap ha dedicato un lancio all’accaduto, evidenziando la donna che ha perso entrambe le gambe e il ruolo dei cittadini che hanno contribuito a fermare il 31enne.

Anche The Guardian ha raccontato l’auto piombata sui pedoni nel centro di Modena, richiamando le parole del sindaco sulla vettura che avrebbe puntato il marciapiede e sulla fuga con il coltello. La notizia è stata ripresa anche da diverse testate europee, segno di un episodio percepito fuori dall’Italia non come un semplice fatto di cronaca locale, ma come una vicenda capace di richiamare immediatamente scenari di paura collettiva.