Un 49enne fermato con cocaina e hashish ha sostenuto l'uso personale. Durante il verbale sono arrivate decine di telefonate e messaggi del tipo «Mi fai una venti?»
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Un uomo di 49 anni è stato arrestato a Verona con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. A complicare la sua posizione, oltre alla cocaina e all'hashish trovati durante il controllo, ci sono state anche le continue telefonate arrivate sul suo cellulare mentre i carabinieri stavano procedendo con gli accertamenti.
Il controllo è avvenuto in via Mameli, nei pressi di un supermercato Migross. I militari della stazione di via Salvo D'Acquisto hanno trovato il 49enne in possesso di droga. L'uomo ha sostenuto che le sostanze fossero destinate esclusivamente al proprio consumo, respingendo quindi l'ipotesi che potesse trattarsi di un'attività di spaccio.
La situazione, però, si è complicata proprio mentre i carabinieri stavano compilando il verbale. Il telefono dell'uomo ha iniziato a ricevere chiamate con una frequenza tale da attirare l'attenzione dei militari: gli squilli sarebbero stati complessivamente 105.
Secondo la ricostruzione degli investigatori riporta dal Corriere dela Sera, a contattare il 49enne sarebbero stati diversi potenziali clienti interessati ad acquistare stupefacenti. Anche le notifiche delle conversazioni su WhatsApp avrebbero contribuito a rafforzare i sospetti degli uomini dell'Arma.
Tra i messaggi esaminati dai militari ce n'è uno nel quale un interlocutore avrebbe chiesto all'uomo: «Mi fai un venti?». Una frase interpretata dagli investigatori come una richiesta di droga per una somma o una quantità concordata.
Il continuo arrivo di telefonate ha inoltre reso difficoltosa la redazione degli atti. Per poter completare il verbale, i carabinieri hanno messo il dispositivo in modalità aereo. Il telefono è rimasto inutilizzabile fino a quando la batteria si è completamente scaricata.
Il 49enne, indicato dagli investigatori come un pusher, è comparso davanti al giudice Stefano Zaina con rito direttissimo. L'accusa contestata è quella di detenzione di stupefacenti finalizzata allo spaccio.
Al termine dell'udienza l'uomo è stato rimesso in libertà. Il procedimento, tuttavia, non si è concluso: dovrà tornare in tribunale nel mese di ottobre, quando è prevista la prosecuzione dell'iter giudiziario e la pronuncia della sentenza.
La destinazione delle sostanze e il significato delle conversazioni telefoniche saranno quindi valutati nell'ambito del procedimento. Per il 49enne, al momento, resta valida la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.

