Svolta nelle indagini sul caso di Pietracatella. Una donna vicina alla famiglia è stata denunciata per favoreggiamento dopo aver omesso informazioni ritenute rilevanti dagli investigatori
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Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, decedute nel dicembre scorso a Pietracatella, in provincia di Campobasso, in un caso che gli investigatori continuano a esaminare come un presunto avvelenamento da ricina.
Una stretta amica della famiglia Di Vita è stata denunciata per favoreggiamento dopo essere stata ascoltata per tre volte dagli investigatori come persona informata sui fatti. Secondo quanto emerso, la donna avrebbe sempre negato l’esistenza di tensioni o problematiche all’interno del nucleo familiare, circostanza che sarebbe stata successivamente smentita dagli accertamenti svolti dalla polizia.
Gli investigatori ritengono infatti di aver raccolto elementi oggettivi che dimostrerebbero come la donna fosse a conoscenza di dinamiche familiari rilevanti per l’indagine. La scelta di non riferirle avrebbe quindi ostacolato il lavoro investigativo, portando alla contestazione del favoreggiamento.
Resta da chiarire se il silenzio sia stato dettato dalla volontà di proteggere la famiglia o da altre motivazioni. Su questo aspetto proseguono gli approfondimenti della Procura.
La denuncia si inserisce in un contesto investigativo particolarmente complesso. Secondo quanto trapela, non sarebbe infatti l’unico caso di reticenza registrato dagli inquirenti nel corso degli ultimi mesi. Diversi testimoni convocati in Questura avrebbero mostrato resistenze nel ricostruire episodi e circostanze ritenuti importanti per fare luce sulla vicenda.
Parallelamente continuano gli interrogatori di persone vicine alla famiglia. Al centro dell’attenzione degli investigatori vi sarebbero alcune tensioni interne al nucleo familiare, riferite da amici e conoscenti e considerate meritevoli di ulteriori verifiche.
Una pista che si scontra con quanto sostenuto pubblicamente dal padre di Antonella Di Ielsi, che nei giorni scorsi aveva escluso qualsiasi coinvolgimento dei familiari nella tragedia.
Nel frattempo i sospetti continuano a concentrarsi su quattro persone, anche se il numero degli indagati o dei soggetti attenzionati potrebbe ridursi nelle prossime settimane man mano che gli accertamenti procedono.
Particolarmente attesi sono gli esiti delle autopsie eseguite sui corpi delle due vittime. I risultati degli esami, che potrebbero fornire elementi decisivi sulla causa della morte e sull’eventuale presenza di sostanze tossiche, sono attesi entro una ventina di giorni.
A oltre sei mesi dalla tragedia che ha sconvolto il piccolo centro molisano, il caso resta ancora avvolto da numerosi interrogativi. Gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire gli ultimi giorni di vita di Sara e Antonella e individuare eventuali responsabilità.

