La Presidenza della Repubblica vuole chiarire con rapidità la fondatezza delle notizie di stampa sui presunti elementi non veritieri contenuti nella domanda di clemenza
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Nicole Minetti
Il Quirinale torna sul provvedimento di grazia concesso a Nicole Minetti e chiede al Ministero della Giustizia di verificare con urgenza la fondatezza delle recenti notizie di stampa che mettono in dubbio la veridicità di alcuni elementi contenuti nella domanda di clemenza. La richiesta è contenuta in una lettera inviata oggi dalla Presidenza della Repubblica al dicastero della Giustizia, con l’obiettivo di fare piena chiarezza su quanto emerso pubblicamente dopo l’adozione del decreto di concessione.
Il caso torna così al centro dell’attenzione istituzionale e mediatica, a poche settimane da un atto di clemenza che era stato motivato, secondo quanto reso noto dal Colle, da ragioni umanitarie e da specifiche condizioni familiari.
Il Quirinale chiede informazioni urgenti al Ministero
La Presidenza della Repubblica ha comunicato di aver trasmesso in data odierna una lettera al Ministero della Giustizia. Nel testo, il Quirinale richiama il decreto di concessione della grazia alla signora Minetti, adottato dal Presidente della Repubblica su proposta favorevole del ministro della Giustizia lo scorso 18 febbraio 2026.
Nella lettera si legge: «In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa».
Le notizie di stampa e i dubbi sulla domanda di clemenza
Il cuore della richiesta del Quirinale riguarda proprio le recenti ricostruzioni giornalistiche che avrebbero messo in discussione la veridicità degli elementi presentati nell’istanza di grazia. Per questo il Colle ha chiesto al Ministero di raccogliere con tempestività tutte le informazioni necessarie a controllare la fondatezza di quanto emerso.
L’obiettivo dichiarato è chiarire rapidamente se i dati e le circostanze rappresentate nella domanda di clemenza siano stati corretti e completi, alla luce delle contestazioni che sono diventate di dominio pubblico.
La grazia concessa per motivi umanitari
La grazia era stata concessa a Nicole Minetti, ex igienista dentale condannata nell’ambito del processo Ruby bis, per motivi umanitari. Nella nota diffusa in occasione del provvedimento, il Quirinale aveva spiegato che la concessione dell’atto di clemenza si fondava anche sul parere favorevole del competente procuratore generale della Corte d’appello.
Nello stesso testo si sottolineava che tra gli elementi valutati vi erano anche le gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore di Minetti, bisognoso di assistenza e cure particolari presso ospedali altamente specializzati.
Era proprio questa la cornice umanitaria entro cui era maturata la decisione del Presidente della Repubblica, sulla base della proposta avanzata dal Ministero della Giustizia.
Gli elementi indicati dai legali di Minetti
Secondo quanto ricostruito, i legali di Minetti avevano fondato l’istanza su diversi aspetti. Tra questi, la necessità di garantire continuità di cura e stabilità familiare al minore, evitando effetti indiretti sproporzionati su soggetti terzi; la distanza temporale dai fatti e la conseguente valutazione sull’attualità della funzione rieducativa della pena residua; infine gli elementi di responsabilizzazione personale e di reinserimento sociale maturati nel tempo.

