La posizione dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti potrebbe alleggerirsi nell’inchiesta bresciana legata al caso Sempio. Carabinieri e Guardia di Finanza di Pavia hanno depositato alla Procura di Brescia una doppia informativa: una riguarda la presunta corruzione che sarebbe stata compiuta dalla famiglia di Andrea Sempio nei confronti dell’ex magistrato; l’altra fa riferimento al cosiddetto “sistema Pavia”, filone nel quale Venditti risulta indagato per corruzione in relazione alla gestione di auto affidate alla Procura pavese e all’affidamento di servizi di intercettazione.

Secondo quanto emerge dagli atti depositati, su Venditti non sarebbe emerso alcun elemento in merito all’ipotesi di corruzione finalizzata ad archiviare la posizione di Andrea Sempio. Un dato che potrebbe orientare le prossime decisioni dei pubblici ministeri bresciani.

Le informative depositate a Brescia

La doppia informativa trasmessa da carabinieri e Guardia di Finanza rappresenta un passaggio rilevante nel percorso dell’indagine. Il primo fronte riguarda il sospetto che la famiglia di Andrea Sempio potesse aver corrotto l’ex procuratore aggiunto di Pavia per ottenere l’archiviazione della sua posizione.

Da questo versante, però, non sarebbero emersi elementi a carico di Mario Venditti. Una circostanza che potrebbe portare i pm Donato Greco e Alessio Bernardi a valutare una richiesta di archiviazione nei suoi confronti per questo specifico filone.

Diverso il quadro che riguarderebbe altri soggetti coinvolti nella vicenda. Secondo quanto ricostruito, si aggraverebbero infatti le posizioni di alcuni avvocati e carabinieri che, all’epoca, avrebbero avuto un ruolo nella gestione della vicenda.

Il nodo del “sistema Pavia”

La seconda informativa riguarda invece il cosiddetto “sistema Pavia”, nel quale l’ex magistrato risulta indagato per corruzione. In questo caso, il fascicolo riguarda la gestione di auto affidate alla Procura pavese e l’affidamento di servizi di intercettazione.

Si tratta di un filone distinto rispetto all’ipotesi di corruzione collegata alla posizione di Andrea Sempio, ma comunque inserito nel quadro più ampio degli accertamenti che hanno portato la Procura di Brescia a occuparsi della vicenda.

La competenza bresciana era legata anche alla presenza di un magistrato pavese tra gli indagati. Proprio per questo, un’eventuale archiviazione di Venditti potrebbe incidere sul futuro dell’inchiesta.

L’inchiesta potrebbe tornare a Pavia

Se i pm bresciani dovessero chiedere l’archiviazione dell’ex procuratore aggiunto, verrebbe meno anche il presupposto legato all’articolo 11, cioè la competenza della Procura di Brescia sui procedimenti che coinvolgono magistrati del distretto milanese.

In questo scenario, l’inchiesta rischierebbe di tornare a Pavia, non essendoci più magistrati pavesi coinvolti.