Interrogazione a risposta scritta del consigliere regionale sulle criticità dei Tis: nel mirino indennità mancanti, formazione GOL e stabilizzazioni
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La vicenda dei tirocinanti Tis Calabria torna al centro del confronto politico regionale con un’interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere regionale Francesco De Cicco, che chiede alla Giunta interventi urgenti per affrontare una situazione definita sempre più critica. Al centro della presa di posizione ci sono i percorsi di inclusione sociale destinati a persone in condizioni di fragilità e svantaggio, ma anche il rischio concreto che centinaia di lavoratori restino senza reddito, senza formazione e senza prospettive di inserimento stabile.
Secondo quanto evidenziato dal consigliere, i tirocini di inclusione sociale rappresentano «uno strumento fondamentale di politica attiva del lavoro, rivolto a persone in condizioni di fragilità e svantaggio, con l'obiettivo di favorire l'inserimento lavorativo e l'inclusione sociale». Un principio che, però, si scontra con un quadro operativo che presenta diverse criticità e che, a oggi, non sembra offrire risposte sufficienti a tutti i lavoratori coinvolti.
I numeri segnalati da De Cicco sui tirocinanti Tis in Calabria
Nell’interrogazione, De Cicco richiama alcuni dati che fotografano una situazione delicata. Circa 396 lavoratori usciti dai tirocini a partire da luglio 2025 sarebbero stati presi in carico dai Centri per l’Impiego per l’attivazione di percorsi formativi. A questi si aggiunge però un altro gruppo di lavoratori rimasto in una condizione di forte incertezza.
Secondo quanto riferito, 76 tirocinanti usciti a novembre 2025 risulterebbero oggi privi di qualsiasi indennità. Un elemento che pesa in maniera particolare, perché riguarda persone che, terminate le esperienze di tirocinio, non avrebbero ricevuto alcuna copertura economica nel passaggio verso eventuali nuovi percorsi.
A questo scenario si sommano poi altri lavoratori provenienti da Comuni in dissesto o esclusi dalle graduatorie. È proprio l’insieme di queste situazioni a rendere il quadro più complesso e, secondo il consigliere regionale, più allarmante.
Il rischio di esclusione per circa mille lavoratori
Il punto politico più forte dell’intervento riguarda la platea complessiva dei soggetti potenzialmente coinvolti. De Cicco sostiene infatti che siano circa mille i lavoratori che rischiano di restare fuori da qualsiasi percorso di stabilizzazione, senza reali prospettive di accesso al lavoro.
Una stima che, se confermata, aprirebbe una questione non solo occupazionale ma anche sociale. I Tis, per loro natura, non rappresentano semplicemente un’esperienza temporanea, ma un passaggio che dovrebbe accompagnare persone fragili verso una possibilità concreta di inclusione. Quando però il percorso si interrompe senza una prosecuzione, il rischio è quello di trasformare uno strumento di supporto in una nuova area di precarietà.
De Cicco lo afferma in modo netto: «Non possiamo permettere che centinaia di persone restino senza reddito e senza futuro. È necessario che la Regione intervenga immediatamente con soluzioni concrete e strutturate».
Formazione GOL, stabilizzazione e indennità: cosa chiede l’interrogazione
Con l’interrogazione a risposta scritta, il consigliere regionale chiama la Giunta a una presa di posizione chiara su tre fronti. Il primo riguarda l’avvio effettivo dei percorsi formativi previsti dal programma GOL, indicati come uno degli sbocchi per i lavoratori usciti dai tirocini.
Il secondo fronte è quello della stabilizzazione dei tirocinanti, tema che da mesi accompagna il dibattito sul lavoro precario e sui bacini di lavoratori impegnati negli enti locali e nei servizi territoriali. Il terzo punto, invece, tocca una questione immediata e concreta: quella delle indennità non percepite da una parte dei tirocinanti, che oggi si troverebbero senza alcun sostegno economico.
La richiesta di un intervento urgente della Regione
La linea politica espressa da De Cicco è quella di una risposta non rinviabile. L’interrogazione punta infatti a capire quali misure la Regione intenda adottare per rendere davvero operativi i percorsi collegati al GOL, quali strumenti voglia mettere in campo per assicurare una prospettiva di stabilizzazione e in che modo intenda affrontare il nodo degli importi non corrisposti.
Nella parte conclusiva della sua presa di posizione, il consigliere ribadisce la necessità di uscire dall’incertezza: «Serve una risposta chiara e immediata. Parliamo di lavoratori che hanno contribuito ai servizi dei territori e che oggi meritano rispetto, dignità e certezze».

