Il destino di Amaco entra nella fase decisiva. Il curatore della liquidazione giudiziale, Fernando Caldiero, ha già predisposto le lettere di licenziamento che saranno inviate a breve ai 108 dipendenti dell'ex municipalizzata dei trasporti di Cosenza. Il provvedimento scatterà in vista della conclusione dell'esercizio provvisorio, autorizzato dal Tribunale di Cosenza fino al 30 settembre, data oltre la quale l'azienda cesserà definitivamente ogni attività.

Con la chiusura dell'esercizio provvisorio prenderanno il via anche le procedure per la vendita all'asta del patrimonio aziendale, a partire dalla sede di Contrada Torrevecchia. Una prospettiva che alimenta le preoccupazioni dei lavoratori e riaccende il confronto politico sul futuro del trasporto pubblico urbano e sulla salvaguardia dei posti di lavoro.

Nelle ultime settimane il dibattito si è concentrato anche sulla proposta avanzata dall'imprenditore Mario Rocco Carlomagno, in rappresentanza del Consorzio Autolinee, che aveva offerto 2,1 milioni di euro per acquisire il compendio aziendale. Il piano prevedeva l'assunzione di almeno 95 dipendenti impiegati nei servizi di trasporto e l'impegno a individuare una soluzione anche per gli altri 13 lavoratori addetti alla gestione dei parcometri. L'offerta, tuttavia, è stata respinta dalle organizzazioni sindacali, con la sola Cisl che si era dichiarata disponibile a valutarla.

La vicenda assume un rilievo strategico perché Amaco gestisce il servizio di trasporto urbano dell'area di Cosenza per un volume di circa due milioni di chilometri annui, finanziati dalla Regione Calabria. Con la cessazione dell'azienda, quel chilometraggio dovrebbe rientrare nella disponibilità di Cometra, il consorzio che riunisce sette imprese del settore e al quale la Regione ha affidato il servizio in via transitoria, in attesa della gara europea definitiva.

In base all'articolo 10 dello statuto consortile, sarà poi Cometra a individuare uno o più soci cui affidare materialmente il servizio oggi svolto da Amaco. Tra questi figura anche Ferrovie della Calabria, società controllata dalla Regione, ipotesi che consentirebbe di mantenere la gestione del trasporto urbano sotto il controllo pubblico.

È proprio in questa direzione che guardano i lavoratori, che chiedono un intervento della Regione per garantire continuità occupazionale e servizio ai cittadini. Le sollecitazioni sono rivolte all'assessore regionale ai Trasporti Gianluca Gallo, chiamato ora a gestire una delle vertenze più delicate del territorio cosentino, tra la tutela dei livelli occupazionali e la necessità di assicurare un servizio essenziale per la mobilità dell'area urbana.