Da Pirandello a Pinocchio, dalle fiabe calabresi al Bandito di Montelepre: si chiude il festival diffuso che ha portato il teatro in tutta la regione
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Si avvia alla conclusione “Un Giorno all’improvviso #Festival – Il Teatro che supera se stesso”, il progetto speciale ideato da L’Altro Teatro, Nastro di Mobius e Fondazione Armonie d’Arte e finanziato dalla Regione Calabria, che dal 3 febbraio al 29 marzo sta attraversando l’intera regione con un cartellone di 60 appuntamenti in oltre 30 location diverse. Un format particolare, pensato per portare il teatro fuori dagli spazi tradizionali e inserirlo in contesti urbani, luoghi naturali e siti di valore culturale, trasformando ogni spettacolo in un’esperienza immersiva.
Il programma di chiusura coinvolge diversi artisti e compagnie, tra cui il Teatro di Figura di Angelo Gallo, gli attori e registi calabresi Matteo Lombardo e Max Mazzotta, l’attrice Graziella Spadafora e l’artista siciliano Alessio Bonaffini.
Il primo appuntamento conclusivo è in programma martedì 24 marzo a Celico, alle ore 20.30, nel teatro della scuola elementare, con “Tri Cunti”, regia di Max Mazzotta. In scena Graziella Spadafora, unica interprete che darà vita a tutti i personaggi di tre celebri opere di Luigi Pirandello – L’uomo dal fiore in bocca, La patente e La giara. Lo spettacolo gioca sul tema pirandelliano dell’identità e delle maschere sociali, in un viaggio tra ironia, poesia e assurdità dell’esistenza.
Il 26 marzo, alle ore 20.30, al Cavern Club nel centro storico di Cosenza, andrà in scena “Amuramaro”, di Matteo Lombardo e Pavlos Paraskevopoulos, tratto dalle fiabe e novelle calabresi di Letterio di Francia. Lo spettacolo, che replica il 27 marzo a Reggio Calabria nella sede dell’Associazione Antigone, racconta un immaginario popolare fatto di simboli, animali, destini e paradossi morali, in cui la Calabria diventa metafora di resistenza, rabbia e ricerca di riscatto.
Sempre il 27 marzo, alle ore 17.00, al Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, Angelo Gallo porterà in scena “Pinocchio”, uno spettacolo di teatro di figura che attraversa diverse tecniche sceniche: burattini a guanto, marionette, marottes e teatro d’oggetto. Una scelta simbolica, anche perché ricorrono i 200 anni dalla nascita di Carlo Lorenzini, in arte Carlo Collodi. Lo spettacolo ripercorre la storia del burattino più famoso del mondo attraverso un linguaggio semplice ed evocativo, capace di coinvolgere adulti e bambini.
Gli ultimi appuntamenti del festival saranno dedicati a “Il Bandito di Montelepre”, diretto e interpretato da Alessio Bonaffini, liberamente tratto dall’opera in versi di Ignazio Buttitta sulla figura di Salvatore Giuliano. Lo spettacolo sarà sabato 28 marzo a Brognaturo e Serra San Bruno e domenica 29 marzo a Camini, in provincia di Reggio Calabria. Un monologo teatrale che non si concentra sull’eroismo del personaggio, ma sul contesto storico, sociale e umano della Sicilia del dopoguerra, tra potere, povertà e destino.
Il tema scelto per questa edizione del progetto è “Futuro, collaborare per costruire”, un filo conduttore che ha accompagnato l’intero festival e che ha trasformato il teatro in uno strumento di incontro tra territori, comunità e linguaggi artistici diversi. Un percorso che si chiude dopo aver attraversato tutta la Calabria, dimostrando come il teatro possa vivere ovunque, non solo sul palcoscenico, ma nei luoghi della vita quotidiana e della memoria collettiva.

