Questioni di famiglia, il libro della maestra genovese Cinzia Pennati, edito da Sperling & Kupfer, racconta la molteplicità dell’animo umano intrecciando le storie che si snodano all’interno del contesto privato dei legami parentali, con il desiderio di raccontare le verità anche scomode, che abitano i complessi rapporti relazionali della genitorialità e della sorellanza. Fluida, tutt’altro che scontata e decisamente al femminile la narrazione, prospettata seguendo il duplice punto di vista delle protagoniste, con un finale ricco di colpi di scena.

Il valore sociale della scrittura

Il vissuto personale è il punto di partenza dell’autrice: «Perché – ha spiegato ai microfoni del nostro network – per me la scrittura ha un valore sociale, anche personale. Quindi in questo romanzo non mancano degli aspetti autobiografici, o comunque elementi delle cose che io vivo e che vedo. E che per me sono importanti da raccontare. E non me ne vergogno». Questa cifra stilistica rende il volume estremamente genuino e originale ponendo in contrapposizione la figura della donna accudente, impersonata da una delle due voci narranti, Anna, una madre che ha sempre sacrificato sé stessa per il marito e per le tre figlie, e la figura della donna desiderante, Amanda, una delle figlie di Anna, single con un ex marito assente, con un figlio adolescente e una figlia di sei anni ma già determinata, ed un compagno che non si decide a costruire con lei un progetto di futuro.

Una finestra sulla società

Nelle pieghe di Questioni di famiglia, emerge anche uno spaccato dell’attuale società, ancora distante dalla parità di genere. Su tutte la diseguaglianza sotto il profilo economico-sociale, solo in parte mitigata dalla emancipazione lavorativa. Non tanto e non solo dalla inadeguatezza degli stipendi; secondo i dati diffusi da Global thinking foundation, il 42 percento delle donne italiane non ha un conto corrente personale e quasi il 5 percento non ha neppure un conto cointestato. «A volte la terra è arida, eppure l’esistenza spunta improvvisa persino tra le rocce. E quando meno ce lo aspettiamo, fiorisce» si legge nella dedica dell’autrice ai lettori, vergata con una stilografica sulla prima pagina del libro.

Rassegna partecipata

Nel centro storico di Cosenza, nella sala del Caffè Telesio intitolata a Coriolano Martirano, la presentazione del romanzo, a cura della scrittrice Assunta Morrone con le letture di Rosanna Tedesco. L’appuntamento, introdotto dalla consigliera delegata alla cultura di Palazzo dei Bruzi, Antonietta Cozza, ha aperto la rassegna Aperinchiostro di primavera, promossa dall’amministrazione comunale nelle diverse free library dislocate in città. «I bei libri piacciono e piacciono tanto – ha affermato Antonietta Cozza - Insieme ad Aperinchiostro c'è anche la rassegna Libri in Comune, che solitamente realizziamo nel Salone di Rappresentanza. Stiamo facendo un cammino interessante anche con molte associazioni come per esempio Erranze Letterarie. Immaginiamo attraverso i libri – ha concluso la consigliera delegata alla cultura - di abitare poeticamente il mondo e la città».

Si apre a Cosenza la rassegna culturale Aperinchiostro di primavera. Protagonista del primo appuntamento la scrittrice
genovese Cinzia Pennati.