La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, rappresentata dal pm antimafia Filomena Aliberti, ha chiesto l’assoluzione dell’ex assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra e dell’ex sindaco di Acri Luigi Maiorano nel processo scaturito dall’inchiesta “Acheruntia”.

Le richieste sono state formulate al termine di un dibattimento che ha ridimensionato in maniera significativa l’impianto accusatorio originario. Per larga parte dei reati contestati è infatti venuta meno l’aggravante mafiosa, uno degli elementi centrali dell’indagine condotta dalla Dda sul territorio di Acri.

L’ipotesi della cellula della cosca Lanzino

Il tema investigativo iniziale riguardava la presunta presenza ad Acri di un’articolazione collegata alla cosca Lanzino di Cosenza. Secondo l’originaria ricostruzione degli inquirenti, il gruppo avrebbe esercitato la propria influenza sulle attività economiche, amministrative e politiche del territorio.

L’operazione risale al luglio del 2015 e coinvolse amministratori, esponenti politici e soggetti indicati dagli investigatori come vicini alla criminalità organizzata. Le contestazioni iniziali comprendevano, a vario titolo, ipotesi associative, estorsioni, concussione, corruzione elettorale, usura e altri reati.

Il lungo dibattimento, tuttavia, non avrebbe confermato una parte rilevante della qualificazione mafiosa prospettata inizialmente. Il venir meno dell’aggravante per numerose contestazioni ha modificato il perimetro giuridico del processo e inciso sulle conclusioni presentate dalla stessa Procura distrettuale.

Le cinque richieste di condanna

La pena più elevata è stata chiesta per Adolfo D’Ambrosio: 21 anni e quattro mesi di reclusione. Per il capo associativo, tuttavia, la Dda ha sollecitato una pronuncia di non doversi procedere in applicazione del principio del ne bis in idem, che impedisce di giudicare nuovamente una persona per il medesimo fatto, in questo caso relativo al processo Vulpes, dove l’imputato fu già condannato in via definitiva per le medesime condotte.

Per Andrea Cello sono stati chiesti 13 anni e quattro mesi di reclusione. La Procura antimafia ha inoltre invocato sei anni e otto mesi per Alfredo Bruno, cinque anni e quattro mesi per Domenico Cappello e due anni per Gemma Martorino.

Le richieste di non doversi procedere

La Procura ha chiesto sentenze di non doversi procedere, in relazione a specifici capi d’imputazione, per Elio Abbruzzese, Francesco Abbruzzese, Luigi Belsito, Giuseppe Burlato, Franco Caruso, Adolfo D’Ambrosio, Claudio Dolce, Gianpaolo Ferraro, Angelo Gencarelli, Massimo Greco, Giuseppe Perri e Antonio Rosa.

Le assoluzioni chieste dalla Dda

La Dda di Catanzaro ha chiesto l’assoluzione di Giuliano Bevilacqua, Gianpaolo Ferraro, Angelo Gencarelli, Salvatore Gencarelli, Massimo Greco, Enzo La Greca, Luigi Maiorano, Giuseppe Perri e Michele Trematerra.

Per Michele Trematerra, già assessore regionale all’Agricoltura, la richiesta riguarda l’accusa non provata di concorso esterno in associazione mafiosa. L’assoluzione è stata invocata anche per Luigi Maiorano, ex sindaco di Acri.

Nel collegio difensivo figurano tra gli altri gli avvocati Pierluigi Pugliese, Luca Acciardi, Antonio Quintieri, Gianpiero Calabrese, Vincenzo Guglielmo Belvedere, Luigi Ripoli, Matteo Cristiani, Marcello Manna, Cesare Badolato, Giuseppe Manna, Andrea Sarro, Raffaele Rigoli e Francesco Calabrò.