La posizione di Luca Occhiuzzi, di recente condannato a 16 anni di reclusione per il tentato omicidio di Belvedere Marittimo, si complica dopo i nuovi atti depositati dalla Dda di Catanzaro nell’udienza preliminare del procedimento che riguarda il periodo di latitanza.

Secondo quanto emerge dalle carte, Occhiuzzi, durante la detenzione nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, avrebbe utilizzato un telefono cellulare per effettuare chiamate e inviare messaggi vocali, mantenendo contatti sia con altri detenuti sia con persone all’esterno dell’istituto penitenziario. Inoltre, l’imputato avrebbe avuto modo di accedere a profili social di Facebook, Instagram e TikTok. 

Per la Dda, questi elementi rafforzerebbero l’ipotesi che l’imputato abbia continuato a “guidare” il sodalizio anche dietro le sbarre.

I magistrati antimafia inquadrano Occhiuzzi nel presunto gruppo Scornaienchi, ritenuto riconducibile alla cosca Muto di Cetraro. Negli ultimi mesi l’attività investigativa ha portato a nuove indagini e a misure cautelari che, secondo gli inquirenti, avrebbero inciso sugli equilibri della presunta organizzazione criminale, ritenuta attiva in diversi settori.

La documentazione depositata dalla Procura antimafia sarà ora esaminata dalle difese. Il fascicolo tornerà all’attenzione del giudice nella prossima udienza, fissata a fine marzo a Catanzaro.