Due persone sono state fermate a Cosenza nell’ambito degli accertamenti avviati su un presunto tentativo di truffa ai danni di un uomo di 88 anni. L’episodio si è verificato sabato 18 luglio nella zona di via Popilia, dove uno dei sospettati sarebbe stato individuato nei pressi dell’abitazione della vittima.

L’intervento dei carabinieri avrebbe impedito la consegna di denaro, oro e altri oggetti di valore richiesta all’anziano nel corso di una telefonata. Gli accertamenti successivi avrebbero consentito di risalire anche a una seconda persona, ritenuta coinvolta nel tentativo di raggiro e fermata con l’intervento della polizia.

Le posizioni dei due soggetti sono ora sottoposte alla valutazione dell’autorità giudiziaria. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del procedimento e nei confronti delle persone coinvolte vale la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

La telefonata del falso carabiniere

Secondo la ricostruzione, l’88enne avrebbe ricevuto una telefonata da parte di un uomo che si era presentato come appartenente all’Arma dei carabinieri.

L’interlocutore gli avrebbe riferito che i suoi dati personali erano stati sottratti dagli uffici comunali e utilizzati da alcuni malviventi per noleggiare un’automobile. Il veicolo, secondo il racconto fornito al telefono, sarebbe stato poi impiegato durante una rapina in banca.

La storia sarebbe stata costruita per spaventare la vittima e convincerla che il suo nome fosse rimasto coinvolto in un grave episodio criminale.

Il presunto truffatore avrebbe quindi prospettato all’anziano la necessità di consegnare denaro, oro e altri beni di valore per porre rimedio alle conseguenze della vicenda.

L’anziano comunica il proprio indirizzo

Convinto di parlare con un rappresentante delle forze dell’ordine e preoccupato per quanto gli era stato riferito, l’uomo avrebbe fornito le informazioni richieste durante la conversazione.

Tra queste anche l’indirizzo della propria abitazione e le indicazioni necessarie per raggiungerla.

Uno dei sospettati si sarebbe quindi recato nella zona di via Popilia, continuando a mantenere il contatto telefonico con l’88enne. La consegna dei beni non sarebbe però mai avvenuta.

La tecnica descritta rientra tra i raggiri nei quali i responsabili utilizzano la falsa identità di appartenenti alle forze dell’ordine, avvocati o funzionari pubblici per creare uno stato di agitazione nella vittima e indurla ad agire senza chiedere aiuto ai familiari.

Il controllo sotto l’abitazione

La presenza dell’uomo nei pressi dell’abitazione sarebbe stata notata da una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Cosenza.

I militari erano impegnati nei servizi di controllo del territorio e nelle attività finalizzate alla prevenzione delle truffe commesse ai danni delle persone anziane.

Il sospettato sarebbe stato fermato sotto l’abitazione dell’88enne, prima che potesse ricevere il denaro o i preziosi richiesti nel corso della telefonata.

Dopo averlo intercettato, i carabinieri avrebbero raggiunto l’appartamento della vittima, rassicurandola e spiegandole che la storia raccontata al telefono faceva parte di un presunto tentativo di raggiro.

L’intervento ha quindi evitato che l’anziano consegnasse i propri beni alla persona arrivata nella zona.

Individuata una seconda persona

Gli accertamenti avviati immediatamente dopo il primo intervento avrebbero permesso agli investigatori di individuare anche una seconda persona.

Quest’ultima è ritenuta una possibile complice del soggetto fermato in via Popilia. Il suo fermo è avvenuto con l’intervento degli agenti della Questura di Cosenza.

Gli investigatori dovranno ora ricostruire i rapporti tra i due soggetti, i rispettivi ruoli e le modalità con le quali sarebbe stata organizzata la telefonata all’anziano.