La consulta Governo del Territorio riapre il confronto a Corigliano Rossano e chiede ristori rapidi, fondi adeguati e interventi concreti contro il rischio idrogeologico
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Il Partito Democratico di Corigliano Rossano riapre il cantiere del confronto politico e sociale sul territorio e sceglie di farlo partendo da uno dei temi più pesanti degli ultimi mesi: l’alluvione del Crati. La ripartenza delle consulte tematiche, nelle intenzioni del partito, dovrà trasformarsi in uno strumento stabile di partecipazione, capace di coinvolgere iscritti, simpatizzanti, associazioni, comitati, professionisti, imprenditori e cittadini.
La prima consulta a rimettersi in moto è stata quella sul Governo del Territorio, riunitasi il 15 aprile 2026. Ed è proprio da lì che il Pd prova a rilanciare una linea politica netta: basta silenzi, basta attese indefinite, servono invece risposte, risorse e scelte politiche chiare rispetto agli effetti dell’alluvione e alla messa in sicurezza del territorio.
Madeo: partecipazione aperta e confronto con la città
Nel documento diffuso, il segretario cittadino Francesco Madeo rivendica una scelta precisa: fare della partecipazione il punto di forza della vita politica, sociale e culturale della città. L’idea è quella di un partito che apra le proprie porte a tutte le forze considerate sane e disponibili a contribuire al futuro di Corigliano Rossano e dell’intero territorio.
Le consulte vengono così presentate come uno strumento aperto di confronto, pensato per accogliere esperienze e competenze diverse e trasformarle in proposta politica. Non un contenitore formale, ma un luogo in cui riportare al centro i temi più urgenti e costruire un dialogo stabile con la comunità.
La prima consulta dedicata al governo del territorio
La scelta di partire dalla consulta sul Governo del Territorio non viene descritta come casuale. Il Pd la lega infatti alla necessità di affrontare un nodo che chiama in causa, secondo il partito, responsabilità precise: l’alluvione del Crati e ciò che è seguito a quell’evento.
Il passaggio politico è chiaro: non si può archiviare quanto accaduto senza verità sulle cause, senza trasparenza sull’utilizzo delle risorse e senza una linea concreta sugli interventi necessari per ridurre il rischio idrogeologico. Il Pd sostiene che le ordinanze di Protezione Civile debbano diventare strumenti reali di risposta e non restare atti formali privi di seguito.
«Basta silenzi», il Pd incalza su ristori e messa in sicurezza
Nel testo diffuso dal partito, il tono si alza soprattutto su un punto: il silenzio che, secondo il Pd, starebbe accompagnando la fase successiva all’alluvione. Per i democratici non è accettabile che un evento di tale portata venga lasciato scivolare fuori dal dibattito pubblico senza un quadro chiaro su risorse, tempi e responsabilità.
La richiesta è duplice. Da un lato servono ristori rapidi ai cittadini colpiti, dall’altro devono partire opere concrete di messa in sicurezza per impedire che il rischio idrogeologico continui a incombere sul territorio. In questa chiave, il partito chiede che gli strumenti già previsti vengano attivati fino in fondo.
Il richiamo alle ordinanze 1180 e 1181
Il Pd richiama in modo esplicito le ordinanze di Protezione Civile n. 1180 e n. 1181, sottolineando che attribuiscono pieni poteri al Commissario, individuato nella persona del Presidente della Regione Calabria, per intervenire con rapidità ed efficacia.
Proprio per questo, secondo la consulta, diventa ancora più urgente che quei poteri vengano esercitati al più presto e in modo pieno. Il ragionamento politico dei democratici è lineare: se gli strumenti normativi già esistono, allora non ci sono alibi per rinviare ulteriormente le decisioni e le azioni necessarie.
Il nodo delle risorse giudicate insufficienti
Accanto al tema dei poteri e delle procedure, il Pd mette al centro anche quello delle risorse economiche, ritenute al momento insufficienti rispetto ai bisogni reali del territorio. È un passaggio cruciale della presa di posizione politica, perché sposta il discorso dall’emergenza alla capacità concreta delle istituzioni di finanziare gli interventi necessari.
Per il partito, non basta richiamare la necessità di agire: occorre garantire i fondi previsti e chiedere alla Regione Calabria di fare la propria parte, integrando le disponibilità esistenti per assicurare interventi adeguati e tempestivi. In sostanza, il Pd sostiene che senza coperture vere anche i migliori annunci rischiano di restare senza effetti.
Le richieste avanzate dal Partito Democratico
Nel documento, il Pd chiede con forza chiarezza sui tempi e sulle modalità dei ristori, un monitoraggio pubblico sugli interventi previsti, l’attivazione immediata di tutti i provvedimenti già contenuti nelle ordinanze e un impegno concreto per il rafforzamento delle risorse economiche destinate alla messa in sicurezza.

