Il giudice amministrativo ha richiamato le finalità di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, insieme ai rischi paventati e alle difficoltà connesse al luogo scelto per lo svolgimento della partita
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Cosenza-Potenza si giocherà a porte chiuse. Il presidente della Prima sezione del Tar Calabria, Gerardo Mastrandrea, ha rigettato l’istanza cautelare urgente presentata dal Potenza Calcio contro il provvedimento con cui il prefetto di Crotone aveva disposto lo svolgimento della partita senza spettatori.
Il decreto numero 457 del 2026 è stato pubblicato il 28 agosto, alla vigilia dell’incontro in programma sabato 29 agosto allo stadio Ezio Scida di Crotone. Non essendo stata sospesa l’efficacia del provvedimento prefettizio, sugli spalti non potrà essere ammesso il pubblico.
Per il Tar prevalgono ordine e sicurezza pubblica
Nel pronunciarsi sulla richiesta di una misura cautelare monocratica, il presidente del Tar ha effettuato un bilanciamento tra l’interesse rappresentato dalla società ospite e le esigenze poste alla base della decisione della Prefettura.
Il giudice amministrativo ha richiamato le finalità di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, insieme ai rischi paventati e alle difficoltà connesse al luogo scelto per lo svolgimento della partita. In questo quadro, secondo il decreto, risulta «in ogni caso recessivo» l’interesse fatto valere dal Potenza Calcio.
La valutazione cautelare non entra in modo definitivo nel merito della legittimità degli atti impugnati. Stabilisce, però, che non sussistono le condizioni per sospenderne immediatamente l’efficacia. Di conseguenza, resta operativo il divieto di accesso agli spettatori.
Gli atti impugnati dal Potenza
Il ricorso della società lucana era diretto innanzitutto contro il decreto firmato il 26 agosto dal prefetto di Crotone. Con quell’atto era stata disposta la disputa a porte chiuse dell’incontro tra Cosenza e Potenza, valido per il campionato di Serie C 2026-2027.
Il club aveva chiesto anche l’annullamento, previa sospensione, della determinazione numero 31 del 24 agosto 2026 adottata dal Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive e della nota del 25 agosto con cui il questore di Crotone aveva chiesto al prefetto di valutare l’adozione del provvedimento restrittivo.
L’impugnazione comprendeva inoltre le successive comunicazioni trasmesse dalla Prefettura e dalla Questura agli organismi e alle società interessate.
Il ricorso è stato proposto contro la Prefettura e la Questura di Crotone, il Ministero dell’Interno e il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive. Lega Pro, Cosenza Calcio e Comune di Crotone sono stati indicati quali controinteressati. Al momento della decisione monocratica non risultavano costituiti in giudizio.
La camera di consiglio il 23 settembre
Il procedimento amministrativo non si conclude con il rigetto dell’istanza urgente. Il Tar ha fissato per il 23 settembre 2026 la camera di consiglio per la trattazione collegiale.
L’udienza si svolgerà quando la partita del 29 agosto sarà già stata disputata. Nell’immediato, l’effetto del decreto è definito: Cosenza e Potenza scenderanno in campo allo Scida senza tifosi sugli spalti.

