Fabio Lucioni traccia la linea del nuovo Cosenza. Alla vigilia della trasferta di Catania, il direttore sportivo rossoblù ha parlato soprattutto di mercato, obiettivi stagionali e del percorso iniziato in estate, definendo senza giri di parole quella attuale come una stagione di ricostruzione.

«Tutti gli obiettivi iniziali riguardo ai componenti del gruppo dello scorso anno sono stati soddisfatti», ha spiegato Lucioni, sottolineando come diverse partenze siano state determinate anche dalla volontà dei calciatori di cambiare aria. Parallelamente, la società aveva la necessità di tutelare la propria stabilità economica. Da qui la scelta di puntare su tanti giovani: «Devono rappresentare la nuova linfa del Cosenza, crescere e patrimonializzare la società. Questo deve essere un po’ l’anno zero, nel quale ricostruire e riazzerare ciò che c’è stato fino ad oggi».

Lucioni ha poi chiarito definitivamente quale sia il traguardo fissato dal club: «Questa è una squadra che si deve salvare e deve farlo nel più breve tempo possibile. Ha tutte le carte in regola per riuscirci». Una scelta che arriva dopo gli investimenti della scorsa stagione: «Era stata spesa una cifra folle per provare a puntare ad una categoria superiore. Quest’anno si è cercato di ridimensionare».

Il mercato, però, potrebbe non essere ancora completamente terminato. Il ds ha ammesso che manca numericamente un attaccante dopo la partenza di Zilli. «Avevamo previsto anche un’altra punta. Abbiamo soltanto Petrovic e Achour in quel ruolo e sarebbe stato il caso di prenderne una terza». Lucioni ha anche svelato un retroscena: «La trattativa con Lanini era iniziata alle nove del mattino ed era già stata praticamente portata a termine. Avevo gli accordi sia con il Novara che con il ragazzo. L’uscita di Zilli nell’ultima ora e alcuni rallentamenti dovuti a terze persone non ci hanno permesso di chiudere».

La porta resta comunque aperta agli svincolati. «Sto valutando insieme alla società la possibilità di far arrivare un altro attaccante e aggregarlo alla squadra. I nomi ci sono, li sto valutando insieme allo staff tecnico e mi auguro che qualcuno possa accettare Cosenza».

Tra i calciatori già presenti torna invece pienamente a disposizione Marco Palmieri, reintegrato dopo l’estate vissuta ai margini: «Sarà una nuova linfa per l’allenatore. Già da Catania sarà Coppitelli a decidere se e quando utilizzarlo». Sulle cessioni Lucioni ha indicato anche il giocatore al quale avrebbe rinunciato meno volentieri: «Forse l’unico che avrei preferito non cedere era Langella, ma ha fatto anche una scelta economica».

Nessun dubbio, invece, sulla posizione di Federico Coppitelli nonostante le sconfitte di questo avvio di stagione. «Metterlo oggi in discussione sarebbe altamente folle. Ha ricevuto la rosa al completo praticamente quattro o cinque giorni fa. È stato scelto per il percorso del nuovo Cosenza, per far crescere questi giovani e raggiungere la salvezza nel più breve tempo possibile». Giovani sui quali Lucioni continua a puntare con decisione: «Non sono ragazzi presi in giro per campionati Primavera minori. Arrivano da settori giovanili importanti e devono soltanto essere guidati».

Il prossimo esame sarà però durissimo. Al Massimino il Cosenza affronterà un Catania costruito per obiettivi completamente differenti. «Possiamo fare il paragone tra Davide e Golia. Loro hanno speso tantissimo, hanno preso giocatori provenienti da categorie superiori e hanno l’obbligo di vincere la Serie C. Noi dobbiamo andare lì per misurarci con loro e cercare una prestazione che ci dia morale e, naturalmente, provare a portare a casa dei punti».

Tra i giocatori del Catania c’è anche Massimo Coda, per il quale Lucioni ha raccontato un altro tentativo di mercato: «È un mio carissimo amico e l’ho chiamato per cercare di portarlo a Cosenza. Non avrebbe mai potuto accettare, ma esclusivamente per una questione economica».

Il direttore sportivo ha poi difeso Iliev dopo gli errori delle ultime gare. «Ha la mia fiducia, quella dello staff e della società. Deve lavorare tranquillo e sereno. La chiamata dell’allenatore della Nazionale bulgara lo ha probabilmente caricato di responsabilità che non deve avere».

Infine un passaggio sul ritorno al San Vito-Marulla e sul terreno di gioco. Lucioni ha spiegato che sono già iniziati gli interventi su irrigazione e manutenzione ordinaria e straordinaria. «Siamo estremamente contenti di essere tornati al Marulla. In questo mese e mezzo tutti hanno fatto grandi sacrifici per gli spostamenti. Adesso siamo a casa nostra e dobbiamo sfruttarla».

Il messaggio conclusivo è rivolto anche all’ambiente. «Questi ragazzi non sbagliano mai un atteggiamento durante la settimana. Mi auguro che i tifosi lo capiscano e ci diano una mano. Nelle difficoltà dobbiamo rafforzarci e non sgretolarci. Io questi ragazzi li ho scelti e li difendo fino alla fine».