La storia di Mariacarmela Falcone è quella di una lotta doppia, estenuante e profondamente ingiusta. Da un lato c’è la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), una malattia degenerativa che a soli 49 anni le ha tolto l’autonomia; dall’altro c’è il muro di gomma della burocrazia e di un sistema assistenziale che, troppo spesso, lascia soli i pazienti e le loro famiglie nel momento del bisogno più estremo. Pochi giorni fa, attraverso le nostre colonne, Mariacarmela aveva lanciato un appello disperato: «Non sono più libera, aiutatemi». Un calvario fatto di ore di assistenza insufficienti, difficoltà nel reperire i presidi necessari e la sensazione di essere diventata invisibile agli occhi delle istituzioni. Un grido di dolore che, fortunatamente, ha scosso le coscienze e attivato la macchina della solidarietà istituzionale.

Oggi, in risposta alla difficile situazione denunciata dalla donna, si è tenuto un importante incontro presso l’abitazione di Mariacarmela. Con grande spirito di solidarietà e senso di responsabilità, si è recata sul posto l'assessore regionale Pasqualina Straface (con deleghe all’Inclusione Sociale, Sussidiarietà, Welfare e Pari Opportunità). Ad accompagnarla, in un fronte comune che ha unito Regione e territorio, erano presenti l'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cassano All'Ionio, Rosa De Franco, e la Responsabile dell'Ufficio di Piano dell'Ambito Territoriale Sociale (Ats) di Trebisacce, Carmela Vitale.

La presenza dei vertici del welfare calabrese e locale non è stata solo una visita di cortesia, ma un momento di ascolto diretto delle necessità quotidiane di una paziente che chiede solo dignità. Mariacarmela ha potuto spiegare di persona (utilizzando la voce del fratello Salvatore e aiutandosi con lo smartphone)  cosa significhi vivere con la Sla quando il supporto dello Stato non è all'altezza della sfida medica.

Al termine dell’incontro, è emersa una volontà chiara e unanime, far convergere, cioè, le forze di tutti i livelli amministrativi coinvolti per intervenire concretamente. L’obiettivo dichiarato è quello di avviare immediatamente attività e iniziative mirate a snellire le pratiche burocratiche e, soprattutto, a potenziare i servizi di assistenza domiciliare. Le rappresentanti istituzionali si sono impegnate a collaborare strettamente per cercare, nel miglior modo possibile, di alleviare il disagio fisico e psicologico lamentato dalla Falcone. L’assessore Straface ha ribadito come la tutela della fragilità debba essere una priorità assoluta, assicurando che il caso di Mariacarmela sarà seguito con la massima attenzione per garantire che il diritto alla cura non resti solo una parola su un documento, ma diventi realtà quotidiana.

La battaglia di Mariacarmela non è ancora vinta, ma da oggi non la combatterà più da sola, con noi sempre pronti a raccontarne le speranze. L’auspicio è che questo coordinamento tra Regione, Comune e Ambito Territoriale possa diventare un modello di intervento rapido per tutti coloro che, come lei, chiedono solo di non essere dimenticati.