Torna al centro dell’attenzione la sicurezza dell’Arcomagno di San Nicola Arcella. Una nuova comunicazione sottoscritta da più associazioni culturali e trasmessa alla Regione attraverso Italia Nostra – Sezione Alto Tirreno Cosentino denuncia ancora una volta quella che viene definita una «situazione di costante pericolo per frane e distacchi rocciosi che minacciano la pubblica incolumità e quindi la sicurezza fisica dei visitatori».

Alla segnalazione ha risposto il Dipartimento Protezione Civile della Regione Calabria, con una nota protocollata il 26 agosto 2026 e indirizzata, tra gli altri, al Comune di San Nicola Arcella, alla Prefettura di Cosenza, ai Vigili del Fuoco, a Parchi Marini Calabria e agli altri organismi competenti.

Nel documento la Regione ricorda di essere già intervenuta sulla questione attraverso diverse comunicazioni inviate nei mesi precedenti – il 22 aprile, il 18 e il 28 maggio e il 29 giugno – nelle quali erano state indicate attività ritenute utili ad affrontare le criticità segnalate.

Il Dipartimento, tenuto conto anche delle raccomandazioni e delle prescrizioni formulate dagli altri enti e dalle strutture tecniche coinvolte, invita quindi il sindaco di San Nicola Arcella, nella sua qualità di Autorità territoriale di Protezione civile, a «intraprendere ogni iniziativa utile per tutelare la pubblica e privata incolumità».

La Regione chiede inoltre di mettere in atto quanto previsto dalla pianificazione comunale di Protezione civile per la gestione dell’emergenza idrogeologica e di assicurare «idonea vigilanza dell’area dell’Arcomagno», soprattutto in presenza di fenomeni meteorologici avversi o di allerta meteo, prevedendo se necessario anche ulteriori provvedimenti contingibili e urgenti.

Nella segnalazione originaria, le associazioni avevano sollevato anche il tema dell’informazione ai visitatori, denunciando una presunta «mancanza di trasparenza informativa, aggiornata e completa» e chiedendo l’intervento del prefetto di Cosenza.

Italia Nostra, rendendo pubblica la risposta della Regione, torna ora ad alzare i toni: «Mentre altri contano le presenze e gli incassi, noi ci preoccupiamo della sicurezza». L’associazione sostiene che, in assenza di interventi ritenuti efficaci per la protezione dei visitatori, permangano condizioni di rischio e auspica misure preventive più incisive.

La Regione, tuttavia, non dispone nel documento la chiusura dell’Arcomagno. Il passaggio istituzionalmente più significativo è un altro: il Dipartimento richiama espressamente il sindaco alle competenze attribuitegli dalla normativa di Protezione civile e lo invita ad adottare tutte le iniziative necessarie per garantire la sicurezza dell’area.