La Regione Calabria mette in campo 2,2 milioni di euro per finanziare interventi di videosorveglianza urbana nei Comuni del territorio. L’obiettivo dichiarato è rafforzare legalità, sicurezza urbana e coesione sociale nelle aree più fragili, migliorando al tempo stesso il tessuto urbano e contrastando fenomeni di esclusione e spopolamento.

L’avviso pubblico rientra nel Programma Operativo Complementare POC 2014-2020, Asse 9 “Inclusione sociale”, nell’ambito dell’azione 9.6.7 dedicata agli interventi di miglioramento del tessuto urbano e delle aree ad alta esclusione sociale.

La misura è rivolta ai Comuni calabresi in forma singola, ma con una condizione molto precisa: potranno presentare domanda solo gli enti già in possesso di un PFTE approvato oppure di un progetto esecutivo approvato e immediatamente cantierabile, completo di tutti i pareri necessari e con un cronoprogramma compatibile con la scadenza fissata al 31 dicembre 2026 per il completamento dei lavori.

Il bando finanzia la realizzazione di nuovi impianti di videosorveglianza, il potenziamento o la sostituzione di sistemi esistenti non più adeguati, l’integrazione con centrali operative e piattaforme comunali e anche il miglioramento delle infrastrutture tecniche necessarie, come reti dati, cablaggi, alimentazioni elettriche e armadiature.

Tra gli interventi ammissibili rientrano telecamere fisse e mobili, lettori targhe, sistemi di analisi video avanzata, software di gestione, apparati di rete e server. Non saranno invece finanziate spese ordinarie di manutenzione, interventi edilizi non strettamente connessi all’impianto o acquisti non pertinenti alla videosorveglianza.

Ogni Comune potrà presentare una sola proposta progettuale. Le domande dovranno essere inviate via Pec all’indirizzo legalita.presidenza@pec.regione.calabria.it entro le ore 13 del 30 aprile 2026, utilizzando la modulistica prevista dall’avviso.

La selezione avverrà sulla base di criteri di merito. Il punteggio premierà soprattutto il livello di progettazione già raggiunto, la tipologia dell’intervento, il grado di completezza della proposta, il livello di innovazione tecnologica e la presenza di un piano di gestione e manutenzione ordinaria. Saranno considerati ammissibili i progetti che raggiungeranno almeno 60 punti.

Sul piano finanziario, la Regione procederà con una prima anticipazione del 30% dopo la firma della convenzione, seguita da erogazioni intermedie sulla base degli stati di avanzamento e da un saldo finale dopo collaudo e verifica della piena funzionalità dell’opera.