Un viaggio in Sila diventa l’occasione per un nuovo, duro affondo contro il governo regionale. Pasquale Tridico, europarlamentare e capodelegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles, invita il presidente Roberto Occhiuto ad abbandonare quella che definisce la rappresentazione social della regione e a confrontarsi con «la Calabria vera, quella di tutti i giorni».

«Ho trascorso qualche giorno in Sila, ad agosto, come al solito. Un posto bellissimo, un ristoro per l’anima, con un potenziale straordinario, d’estate come d’inverno, rimasto in gran parte non sviluppato», racconta l’ex candidato alla presidenza della Regione.

Tridico riferisce di aver incontrato cittadini, amministratori, agricoltori, imprenditori, commercianti e lavoratori, ricavandone però «una grande delusione» per le opportunità che, a suo giudizio, continuerebbero a rimanere inespresse.

Il primo terreno dello scontro è quello dei servizi essenziali. «Le infrastrutture sono carenti, a volte mancano persino i servizi di base come l’acqua, il trasporto pubblico, le reti internet e i presidi sanitari». L’europarlamentare cita in particolare la situazione di contrada Sculca, a Casali del Manco, dove la sindaca starebbe tentando di potenziare un pozzo per garantire l'approvvigionamento idrico. Secondo Tridico, servirebbe un investimento di circa 50mila euro che la Regione non avrebbe ancora messo a disposizione.

«Turismo e cultura, manca una politica regionale»

L’attacco si sposta quindi sulla valorizzazione culturale e turistica della montagna. Tridico racconta di aver partecipato a Serra Pedace a un incontro con il procuratore Nicola Gratteri, riconoscendo gli sforzi dei Comuni nell'organizzazione delle iniziative estive ma contestando alla Regione l'assenza di una strategia complessiva.

«I sindaci fanno quello che possono per promuovere piacevoli serate estive», sostiene, mentre a livello regionale ci sarebbe «una politica di promozione culturale e turistica del territorio totalmente assente».

Secondo l'europarlamentare, il problema riguarderebbe anche la capacità della Calabria di destagionalizzare i flussi turistici, superando un modello concentrato prevalentemente sulle località balneari e su poche settimane estive.

Treno della Sila e impianti di risalita nel mirino

Tridico porta come esempio il Treno della Sila, definito «un bel progetto turistico» sul quale, a suo giudizio, la Regione investirebbe troppo poco. Contesta in particolare che parte delle attività di animazione, degli spettacoli e delle degustazioni lungo il percorso siano affidate alla «buona volontà di un’associazione locale» e sostiene che il progetto meriterebbe un sostegno pubblico maggiore.

Altro capitolo è il previsto passaggio a Ferrovie della Calabria della gestione degli impianti di risalita di Camigliatello, sul quale Tridico solleva dubbi soprattutto rispetto all'impiego del personale.

L'europarlamentare sottolinea come i dipendenti regionali attualmente in ARSAC dispongano già delle competenze necessarie e stiano formando gli addetti di Ferrovie della Calabria destinati alla futura gestione. Una scelta che, secondo Tridico, finirebbe per «sottoutilizzare e umiliare» professionalità già presenti.

Nel suo intervento compare anche la questione del lavoro precario. Circa 30 addetti, sostiene, verrebbero impiegati attraverso l'agenzia interinale Generazione Vincente con contratti limitati a poche settimane durante l'anno. Un modello che Tridico contesta chiedendo invece personale «stabile e formato», capace di conservare sul territorio competenze e reddito.

Il tour proseguirà nel resto della Calabria

Quella in Sila è soltanto la prima tappa dell'iniziativa politica. Tridico annuncia infatti che nei prossimi giorni si sposterà nella Calabria centrale e meridionale, da Catanzaro Lido a Tropea fino a Reggio Calabria, per continuare a mettere a confronto, dal suo punto di vista, le potenzialità dei territori con ciò che la Regione realizza concretamente.

La conclusione è un attacco diretto a Occhiuto e alla sua Giunta: «Li invito a visitare la nostra terra senza codazzi e a parlare coi calabresi».

Poi la stoccata finale: «Noteranno che la Calabria vera, quella di tutti i giorni, è ben diversa dalle finzioni social tanto amate dalla filiera istituzionale di centrodestra».